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Italia da scoprire: Volterra e i suoi ricchi reperti di origine etrusca

VOLTERRA. Dall’alto si dominano le valli di Cecina e dell’Era e non lontano è il litorale toscano. Racchiusa quasi completamente all’interno di una caratteristica cerchia di mura duecentesche, Volterra è una delle perle toscane che ha mantenuto intatto l’aspetto e il fascino del tipico borgo medievale.

Nota soprattutto per i reperti archeologici di derivazione etrusca, il piccolo centro in provincia di Pisa è una meta tra le più gettonate dagli appassionati di arte e storia. La città accoglie con grande calore i suoi estimatori a cui regala immagini indimenticabili del centro storico e affascinanti panorami di grande interesse naturalistico.

Volterra

Arrivando a Volterra si rimane incantati dal borgo medievale che si caratterizza per il fascino immutato nel tempo. Posta a 500 metri di altitudine, la città è ricca di testimonianze monumentali e di noti musei. Le mura, risalenti al XIII secolo, racchiudono pregiate botteghe artigianali che l’hanno reso famosa nel mondo per la bellezza delle opere in alabastro. Passeggiando tra caratteristici vicoli e bellissime piazze si arriva in cima alla collina dove si trova la Fortezza Medicea, composta da due corpi: la Rocca Vecchia, o Cassero, edificata nel 1300, e la Rocca Nuova, o Mastio, voluta da Lorenzo il Magnifico nel 1472.

Allo stesso tempo, da non perdere è una visita al Duomo. Risalente al 1120, il suo interno è stato ampiamente modificato in epoca rinascimentale (più precisamente nel 1584, dopo il Concilio di Trento). Il risultato è mix di architettura romanica (la facciata) e rinascimentale, in particolare nel soffitto abbondantemente decorato e dorato e le diverse cappelle affrescate. La cattedrale ospita molte opere d’arte di rinomati artisti italiani tra cui Andrea della Robbia, Mino da Fiesole e Benozzo Gozzoli, autore di uno stupendo affresco datato 1479.

Volterra

Il vicino Battistero duecentesco, realizzato a pianta ottogonale, presenta su un lato fasce in marmo verde e bianco e un imponente portale romanico. piccolo e semplice, ma preserva la suo interno un bellissimo fonte battesimale in marmo dalla pianta ottagonale, scolpito nel 1502 da Andrea Sansovino. Poco lontano, c’è il Palazzo dei Priori che troviamo nell’omonima piazza. Risalente al 1208 è in pietra e sulla facciata trovano posto targhe di terracotta con gli stemmi delle famiglie nobili. Sulla struttura si eleva una caratteristica torre con ripiani merlati, edificata in epoca successiva.

Attualmente nel Palazzo è ospitato il Municipio. Nella stessa piazza si può ammirare il maestoso Palazzo Vescovile, noto anche come “Casa dei Grani” poiché in questa struttura veniva raccolto e immagazzinato il grano. Altra eminente architettura storica di Volterra è il Palazzo Pretorio composto da due edifici e un tempo sede dei podestà. Oggi vi sono alloggiati il Tribunale e la Pretura. Oltre alle bellezze medievali la centralissima piazza gode di una notevole affluenza di pubblico dovuta a motivi cinematografici. Infatti gli appassionati della Saga di Twilight possono ammirare i luoghi in cui è stata ambientata una parte della fortunata serie.

In pochi minuti si arriva in cima al colle dove, situato ad una delle estremità del parco Enrico Fiumi vicino alla fortezza medicea, possiamo visitare la necropoli etrusca. Nell’area sono inclusi edifici di varie epoche: da quella etrusca a quella romana e medievale, tutti realizzati a scopo religioso. Vi sono i resti di una cisterna di raccolta dell’acqua piovana, di una piscina augustea e di due edifici a forma di tempio soprannominati A e B: il primo rettangolare risale al II° secolo AC, mentre il secondo al III° secolo DC, caratterizzato da un palco con colonne.

Conclusa la visita all’Acropoli, percorrendo via di Castello per 300 metri, si arriva in piazza XX Settembre dove, al civico 3, è ubicato il Museo della Tortura. Presentazioni curate e dettagliate spiegazioni accompagnano il visitatore nella visita agli strumenti e ai macchinari utilizzati nel periodo dell’Inquisizione. Sono conservati collari spinati, sedie inquisitorie ed armi di vario tipo, oltre a documenti rari che risalgono all’epoca tristemente famosa. 

Volterra

Proseguendo nella scoperta di Volterra si rivela irrinunciabile una visita presso le porte cittadine: sono sei per l’esattezza. La più antica è la Porta all’Arco. E’ l’unica rimasta per lo più intatta e vanta dettagli appartenenti al 5° secolo, come le decorazioni a tre teste. Porta San Francesco vanta ancora tracce dei suoi affreschi originali, mentre da Porta San Felice si possono godere vedute meravigliose della campagna circostante. Vi sono poi Porta Selci e Porta Marcoli, entrambe risalenti al XIV secolo, le quali mettevano in comunicazione il centro rispettivamente con il territorio senese e con la campagna circostante. Porta Fiorentina conduceva invece, come suggerisce il nome stesso, alla strada per Firenze.

Uno sguardo, per concludere, anche al Museo etrusco Guarnacci, uno dei più antichi musei pubblici d’Europa, e all’Ecomuseo dell’Alabastro, nato da un progetto di museo diffuso nel territorio della Provincia di Pisa che coinvolge le principali realtà locali legate alla tradizione artigianale ed artistica dell’alabastro: Volterra, Castellina Marittima e Santa Luce.

Piero Abrate

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Piero Abrate

Giornalista professionista dal 1990, in passato ha lavorato per quasi 20 anni nelle redazioni di Stampa Sera e La Stampa, dirigendo successivamente un mensile nazionale di auto e il quotidiano locale Torino Sera. È stato docente di giornalismo all’Università popolare di Torino.

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