STORIA

La Costituzione Europea: miraggio e fallimento

“Europa in pillole”, rubrica a cura del Prof. Franco Peretti

(1999-2004) Seconda parte

La situazione internazionale

Gli ultimi anni del secolo ventesimo e i primi anni del secolo ventunesimo presentano a livello internazionale scenari nuovi e visioni nuove. Innanzi tutto il 2000 per gli Stati Uniti d’America rappresenta l’anno delle elezioni presidenziali: finisce infatti l’era Clinton, perché il presidente è alla fine del suo secondo mandato e quindi non è rieleggibile e a lui subentra, dopo un travagliato lungo scrutinio George W. Bush. Con questa elezione si verifica l’arrivo al potere del partito repubblicano, che si alterna a quello democratico.

Questo cambio produce anche un raffreddamento nei rapporti tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti per una serie di diverse valutazioni e di diversi valori:

Vi è una diversa valutazione sulla pena di morte: Bush, e quindi il governo americano, è favorevole alla pena capitale. L’Unione Europea è contraria. Pure un forte contrasto si deve registrare sui problemi dell’ecologia e della conservazione delle risorse naturali. Neppure sull’azione penale internazionale nei confronti dei crimini politici si ha coincidenza di vedute. Analoga differenza di impostazione c’è sulla limitazione degli armamenti, che possono produrre danni alle popolazioni civili perché l’amministrazione americana è assai contraria a mettere fuori legge l’utilizzo delle mine anti-uomo.

Il presidente George W Bush (D) stringe la mano a Silvio Berlusconi (S). (Wikipedia)

Tutte queste diverse sensibilità creano nell’ambito europeo una contestazione nei confronti degli USA e creano e sviluppano movimenti anti-americani anche nel vecchio continente. Alla situazione appena descritta si deve aggiungere la contrarietà dell’Unione Europea alla nuova politica estera di Bush, una politica estera tendente sia a ricreare uno scudo difensivo per gli Stati Uniti e per gli alleati sotto ovviamente il controllo statunitense sia a minacciare gli stati ribelli, in particolare Iraq, Iran e Corea del Nord. Nel 2001, durante il primo incontro tra Bush e i capi di stato e di governo dell’ Unione Europea, tutte queste contraddizioni e contrapposizioni emergono e portano il vertice ad un nulla di fatto nel rapporto tra le realtà delle due sponde dell’Atlantico. In questo contesto il governo , che dimostra più vicinanza a Bush, è quello italiano. L’esecutivo presieduto da Berlusconi infatti non nasconde simpatia per il nuovo inquilino della Casa Bianca.

La situazione europea

Nell’Unione Europea, dopo i trattati di Amsterdam e di Nizza, si vive una situazione di stasi a livello istituzionale, mentre il dibattito a livello politico diventa sempre più intenso. In via preliminare va messa in evidenza, perché è originale sotto tutti i punti di vista, una presa di posizione del presidente della Repubblica Italiana, Carlo Azeglio Ciampi, che evidenzia in termini molto precisi la necessità di dotare l’Unione Europea di una carta costituzionale. La proposta viene, tra l’altro portata avanti d’intesa con il suo omologo tedesco, Johannes Rau. Questo episodio indica che sta nascendo anche un nuovo rapporto tra Germania e Italia, che avrà anche sviluppo in futuro.

costituzione europea
Joschka Fischer (Wikipedia)

È opportuno però seguire il dibattito politico che si svolge in Germania ed in Francia. Incominciamo dalla Germania. Dopo la riunificazione lo stato tedesco avverte sempre di più la vocazione a considerarsi nazione leader all’interno dell’Unione Europea e cerca sotto tutti i punti di vista di conquistare queste posizioni. Il primo ad entrare nel precitato dibattito e il ministro degli esteri della Germania, Joschka Fischer, che all’università Humboldt di Berlino propone, come risultato finale al quale l’ Unione Europea deve tendere, “la nascita di una Federazione con un Parlamento ed un governo europeo, che esercitino effettivamente il potere legislativo ed esecutivo all’interno della Federazione, che dovrà basarsi su di un trattato costituzionale.” Alla proposta di Fischer aderisce immediatamente l’Italia, invece più tiepida e l’adesione della Francia, che teme di perdere potere. Sono decisamente contrarie la Gran Bretagna e la Svezia.

Passiamo alla Francia. L’occasione di chiarire la posizione della Francia arriva qualche settimana dopo, quando il presidente francese Jacques Chirac fa un discorso al Parlamento tedesco. In questa sede Chirac dice di condividere del pensiero di Fischer solo la parte in cui il ministro degli esteri tedesco parla dell’esistenza nella Comunità di “una avanguardia europea”, formata da Francia e Germania. Non ritiene però che si debba realizzare una federazione. Nella sostanza Chirac ripropone il pensiero di De Gaulle circa la centralità dello Stato-nazione, che non può essere superato da una realtà sovranazionale.

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Jacques Chirac e Gerhard Schroeder (Wikipedia)

Qualche tempo dopo la questione viene anche riproposta in un documento politico, scritto dal cancelliere Schroeder, ma approvato anche dal suo partito, il socialdemocratico. In questo testo si parla della necessità di “rafforzare il mercato unico attraverso la omogeneizzazione della legislazione fiscale delle imprese, compresa l’IVA”. Nel documento Schroeder si fa anche riferimento alla costituzione di una polizia unica. In materia istituzionale poi viene ripresa la dottrina Fischer con una particolare attenzione ai ruoli da assegnare anche a strutture subnazionali, in particolare alle istituzioni regionali. L’ultimo documento significativo relativo al confronto franco – tedesco è quello di Lionel Jospin, che in un discorso del 28 maggio 2001 propone per il futuro dell’Europa una “federazione di stati-nazione” con compiti ben precisi, assegnati ai vari organismi istituzionali.

La Convenzione e il nuovo trattato

I lavori del Consiglio Europeo di Nizza fanno nascere l’esigenza, anche in previsione dell’ingresso di altri stati, ingresso che comunque avrebbe cambiato la fisionomia geografica dell’Unione,di riformare tutti testi legislativi che riguardano il funzionamento comunitario. Nel successivo Consiglio Europeo di Laeken (15 dicembre 2001) viene costituita una convenzione, una specie di Assemblea costituente, per la predisposizione di un nuovo trattato costituzionale. A presiedere questa istituzione viene chiamato l’ex presidente francese Valery Giscard D’Estaing, che sarà affiancato da Giuliano Amato e Jan-Luc Dehaene come vice presidenti.

Fanno parte della convenzione rappresentanti delle istituzioni comunitarie ed esponenti dei vari organismi nazionali. Sono ammessi alla convenzione anche rappresentanti degli stati che dovranno far parte dell’ Unione. Il nuovo trattato viene firmato a Roma il 29 ottobre 2004 ma non entrerà mai in vigore perché con una consultazione referendaria viene bocciato sia in Francia che in Olanda. Il testo, un corposo articolato di ben 448 articoli, inizia con una citazione dello storico greco Tucidide, che dice “La nostra costituzione si chiama democrazia perché il potere non è nelle mani di una minoranza, ma della cerchia più ampia dei cittadini.

costituzione europea

I punti essenziali della Costituzione, che qui ricordiamo solo da un punto di vista storico, perché non sono mai diventati norma dell’Unione Europea, possono essere così sintetizzati:

  1. Introduzione di un presidente fisso del Consiglio Europeo, che resta in carica due anni e mezzo
  2. Designazione di un ministro degli esteri europeo
  3. Snellimento della Commissione
  4. Estensione delle materie, che possono essere approvate non all’unanimità ma a maggioranza.
  5. Ampliamento dei poteri del Parlamento, attraverso meccanismi vari che possono rappresentare un elemento di equilibrio tra le istituzioni chiamate a produrre testi legislativi
  6. Creazione di un’ Agenzia Europea per gli armamenti, la ricerca e le capacità militari al fine di far fronte alle esigenze di un rafforzamento della difesa dell’UE
  7. Miglioramento dei processi di coordinamento tra gli stati membri in materia di politiche economiche.

Nonostante tutte le verifiche, i controlli, il superamento dei veti incrociati, nel momento della ratifica, la Francia e l’Olanda non ratificano la Costituzione Europea, che pertanto non entrerà mai in vigore. Il lavoro della Convenzione passa subito alla storia senza lasciare conseguenze giuridiche.

Prof. Franco Peretti

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Franco Peretti

Professore ed esperto di diritto europeo

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