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La Pro Patria compie 100 anni, Busto Arsizio festeggia

BUSTO ARSIZIO. La città di Busto Arsizio festeggia i 100 anni della Pro Patria. Ieri, la grande macchina organizzativa ha presentato il calendario e le iniziative dei festeggiamenti per questo importante traguardo. Tra i tanti modi per festeggiare questo compleanno c’è il concorso delle vetrine a tema con oltre 100 negozi che hanno aderito, allestendo dedicate alla gloriosa società sportiva che proprio oggi festeggia il compleanno a tre cifre.

Oggi la città si è colorata di bianco e di blu anche grazie ai giochi di luci e acqua delle fontane cittadine, mentre il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli ha inviato le sue felicitazioni per il secolo di vita della Pro Patria. “Un obiettivo è un sogno con un punto d’arrivo diceva Duke Ellington. E’ una frase che non conosce il tempo che passa e che – ricorda Ghirelli – si può legare alla storia dell’Aurora Pro Patria, che oggi, 28 febbraio, soffia sulla candelina n.100. Il primo secolo di vita della tua società è la ‘traduzione’ di determinazione, progettualità, cuore, senso di appartenenza ad una maglia e alla città. Buon compleanno, Pro Patria e felicitazioni per un traguardo che si inserisce con orgoglio nelle pagine della storia del libro del calcio. La arricchisce e la completa”.

La presentazione di mercoledì delle inziative per il centenario della Pro Patria

Stasera è in programma la serata biancoblù, organizzata al teatro Sociale con la presenza di tante vecchie glorie, partendo dal minimo di 100 presenze in biancoblù. Fra i tanti ospiti ci saranno i parenti di Cavigioli e Reguzzoni, Zaffaroni, i parenti dell’ex-presidente Peppino Mancini, la famiglia Vender,  Alberto Armiraglio, allenatori come Cusatis, una figura come Carlo Regalia che è stato giocatore, allenatore e dirigente e molti altri. Tra gli ospiti d’onore lo stesso presidente della Lega Pro, Ghirelli.

Piero Abrate

Giornalista professionista dal 1990, in passato ha lavorato per quasi 20 anni nelle redazioni di Stampa Sera e La Stampa, dirigendo successivamente un mensile nazionale di auto e il quotidiano locale Torino Sera. È stato docente di giornalismo all’Università popolare di Torino.

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