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La Turchia minaccia “Potremmo comperare aerei non Usa”

ISTANBUL. “Se non saranno consegnati gli F-35, la Turchia può soddisfare i suoi bisogni da altre fonti, in attesa di produrre i suoi jet“. Lo ha detto il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, dopo l’esclusione dal programma dei cacciabombardieri americani, deciso a seguito dell’acquisto di Ankara dei missili russi S-400. Nei giorni scorsi Mosca si era detta pronta a vendere alla Turchia anche i suoi jet Su-35. Gli Usa non vogliono che uno dei loro alleati chiave in Medio Oriente, peraltro membro della Nato dal 1952, sbilanci gli equilibri geopolitici a favore di Mosca. 

I funzionari Usa e Nato hanno ripetutamente protestato che le armi russe non possono essere integrate nel sistema di difesa della Nato. Gli S-400 sono un sistema di difesa missilistica all’avanguardia. La Russia sostiene che il sistema può intercettare aerei, missili da crociera, missili a medio-raggio, droni e altri sistemi di sorveglianza aerea, anche se le sue capacità complete devono ancora essere testate in combattimento. Il valore aggiunto dell’S-400, che ha un’autonomia di circa 250 miglia, è che può intercettare più obiettivi simultaneamente, con e senza equipaggio. Gli S-400, inoltre, sono dotati di un sistema anti-accesso o di rifiuto di area che, essenzialmente, crea una no-fly zone ovunque sia installato il sistema. Per tale ragione, la Russia ha schierato l’S-400 nella sua base in Siria dopo che un F-16 dell’aviazione militare turca ha abbattuto un Su-24 russo operante nel Paese mediorientale, il 24 novembre 2015.

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