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L’asteroide Bennu e l’origine della vita sulla Terra

ROMA. Uno studio, pubblicato su importanti riviste scientifiche, ha voluto comprendere se fosse possibile che un asteroide possa aver introdotto sulla Terra materiale contenente acqua e ricco di carbonio, elementi alla base della vita sul nostro pianeta, contribuendo quindi anche alla sua nascita.

E’ stato preso come riferimento l’asteroide Bennu, analizzandone forma e l’evoluzione, attraverso il suo studio si riuscirà a comprendere maggiormente qual’è stata l’evoluzione del nostro Sistema solare e se possa aver contribuito alla nascita della vita sulla Terra. Le analisi sono frutto delle indagini svolte grazie agli strumenti scientifici a bordo della sonda della Nasa Osiris-Rex, in cui l’Italia attraverso l’Istituto nazionale di astrofisica (INAF) ha partecipato con i ricercatori Maurizio Pajola, Elisabetta Dotto e John Robert Brucato.

Queste tre immagini acquisite dalla sonda OSIRIS-REx della NASA mostrano un’ampia inquadratura e due primi piani di una regione dell’emisfero settentrionale di Bennu

L’asteroide potenzialmente pericoloso e portatore di vita

Bennu è uno dei numerosi piccoli corpi che ruotando intorno al Sole intersecano l’orbita del nostro pianeta. Gli impatti che questi oggetti hanno avuto con la Terra hanno modificato il corso della vita e, ancora oggi, costituiscono un potenziale pericolo per il nostro pianeta – ha affermato Elisabetta Dotto, dell’Inaf di Roma – Dal 1999, anno della sua scoperta, ad oggi Bennu è stato oggetto di una campagna internazionale di osservazione da telescopi a Terra. Sulla base delle informazioni acquisite sappiamo che si tratta di un oggetto scuro e primitivo, simile ai piccoli corpi che si ritiene abbiano creato le condizioni adatte per l’innesco della vita sulla sul nostro pianeta, rilasciando con i loro impatti acqua e materiale organico appena formato“.

Le prime osservazioni provenienti dagli strumenti di bordo di OSIRIS-REx confermano la presenza di minerali idrati diffusi e abbondanti e hanno anche identificato la presenza inaspettata di numerosi grandi massi. La mancanza di piccoli crateri e l’aspetto eterogeneo della superficie, suggerirebbe che abbia diverse regioni appartenenti a epoche diverse, alcune residue dal corpo progenitore e altre frutto di attività più recente. Gli autori stimano che Bennu abbia un’età tra i 100 milioni e un miliardo di anni, quindi più vecchio di quanto previsto, e abbia avuto origine nella Cintura degli asteroidi.

Animazione dell’asteroide Bennu

A luglio 2020 la sonda Nasa atterrerrà su Bennu

Con riferimento alle analisi spettroscopiche fatte su Bennu John Robert Brucato, esobiologo dell’Inaf di Firenze, ha dichiarato “È l’unico asteroide osservato fino ad oggi in cui è stata rivelata sulla superficie la presenza di magnetite, materiale che si forma quando l’idrossido di ferro è ossidato dalla presenza di acqua, e, cosa ancor più sorprendente, l’enorme abbondanza di silicati idrati, ovvero minerali che hanno subito una profonda alterazione dovuta alla presenza di acqua liquida. – successivamente ha aggiunto – Le osservazioni spettroscopiche ottenute dagli spettrometri OVIRS, che indaga nel visibile e nel vicino infrarosso, e OTES, che osserva invece nell’infrarosso termico, hanno mostrato l’affinità di Bennu con le meteoriti condriti carbonacee di un tipo molto raro, ricche di carbonio e materiale organico. Un’affinità che, quindi, pone fortemente l’accento sul ruolo degli asteroidi primitivi come Bennu nell’origine della vita sulla Terra. Inoltre, sono già state identificate alcune aree sulla superficie di Bennu dove la sonda OSIRIS-REx dovrà atterrare per raccogliere il materiale che verrà riportato a Terra nel 2023 e studiato nei laboratori di tutto il mondo”.

A fine luglio 2020 OSIRIS-Rex si poserà sulla superficie di Bennu per prelevare dei campioni, e chissà quali e quante altre informazioni riuscirà a darci su questo piccolo grande oggetto celeste.

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