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Legge elettorale, ultimo ostacolo: domani il voto segreto

La Camera approva anche la terza fiducia e dà il via libera al voto fuori sede per i caregiver. La riforma arriva così al passaggio decisivo: giovedì 8 ottobre il voto finale a scrutinio segreto. Urzì difende il nuovo sistema, Russo: «Governabilità è capacità di decidere».

La nuova legge elettorale è ormai a un passo dal traguardo. La Camera ha approvato oggi, 7 ottobre, anche la terza e ultima questione di fiducia posta dal Governo, con 228 voti favorevoli, 144 contrari e 3 astenuti. Dopo le due fiducie incassate ieri sugli articoli 1 e 2, la maggioranza supera così anche l’ultimo passaggio blindato del provvedimento.

Subito dopo è arrivato un altro via libera importante: l’articolo 8, sul quale il Governo non aveva posto la fiducia, è stato approvato con 214 sì, nessun contrario e 126 astenuti. La norma disciplina il voto fuori sede per elezioni politiche, europee e referendum e, dopo le modifiche introdotte dal Senato, comprende anche i caregiver familiari. Le opposizioni si sono astenute.

Cosa cambia per chi vota

Il cuore della riforma rimane un sistema proporzionale accompagnato da un meccanismo destinato a favorire la governabilità. La soglia fondamentale è il 42%: se una lista o una coalizione raggiunge le condizioni previste dalla legge, può ottenere un premio di 70 deputati e 35 senatori.

Una delle novità più percepibili dagli elettori sarà però il ritorno delle preferenze, pur mantenendo i capilista bloccati. L’elettore potrà indicare fino a tre candidati non capilista, nel rispetto delle regole sull’alternanza di genere quando vengono espresse più preferenze.

Liste e coalizioni dovranno inoltre presentarsi indicando la stessa persona proposta per l’incarico di Presidente del Consiglio. Non si tratta dell’elezione diretta del premier: rimangono infatti ferme le prerogative costituzionali del Presidente della Repubblica.

Urzì: «Una legge che serve all’Italia e agli italiani»

Nel centrodestra la riforma viene presentata come un tentativo di conciliare rappresentanza e stabilità. Intervenendo oggi alla Camera, Alessandro Urzì di Fratelli d’Italia ha difeso in particolare l’articolo 3, che ridisegna alcuni collegi dell’Alto Adige.

Secondo Urzì, la riforma mantiene una prospettiva nazionale offrendo nello stesso tempo garanzie alla complessità di un territorio plurilingue. Il deputato ha definito l’articolo un tassello fondamentale di «una legge che serve solo all’Italia e agli italiani».

Anche Paolo Emilio Russo di Forza Italia ha respinto le critiche dell’opposizione. La nuova legge, ha sostenuto, consentirebbe agli elettori di esprimere le proprie idee senza accentuare eccessivamente la polarizzazione e permetterebbe di conoscere fin dall’inizio candidato premier e programmi. Per Russo, «la governabilità non è la dittatura della maggioranza, ma la capacità di decidere».

L’opposizione prepara la battaglia

Di segno opposto la lettura delle opposizioni, che contestano soprattutto la scelta del Governo di ricorrere alla fiducia su una materia che stabilisce le regole con cui viene eletto il Parlamento. Dopo l’approvazione odierna, esponenti del centrosinistra hanno ribadito le proprie critiche e sono stati annunciati ricorsi alla Corte costituzionale. Il confronto politico, dunque, è tutt’altro che concluso.

Domani il passaggio decisivo

Adesso resta l’ultimo ostacolo. Giovedì 8 ottobre, dalle 10.30, inizieranno le dichiarazioni di voto e dalle 12.30 è previsto il voto finale sulla legge. E sarà un voto particolarmente delicato perché avverrà a scrutinio segreto. A differenza delle votazioni sulla fiducia, quindi, il comportamento del singolo deputato non sarà pubblico.

È questo il vero test per la maggioranza. Se la Camera darà il via libera definitivo, l’Italia avrà una nuova legge elettorale: proporzionale, preferenze, capilista, premio legato alla soglia del 42% e indicazione del candidato premier. Regole che non riguardano soltanto i partiti. Saranno le regole con cui gli italiani sceglieranno il prossimo Parlamento.

Carlo Saccomando

Classe 1981, giornalista pubblicista. Poco dopo gli studi ha intrapreso la carriera teatrale partecipando a spettacoli diretti da registi di caratura internazionale come Gian Carlo Menotti, fondatore del "Festival dei Due Mondi" di Spoleto, Lucio Dalla, Renzo Sicco e Michał Znaniecki. Da sempre appassionato di sport lo racconta con passione e un pizzico di ironia. Attualmente dirige il quotidiano "Il Valore Italiano".

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