ARTE

L’inferno dantesco in chiave contemporanea raccontato da Vasily Klyukin

VENEZIA. La mostra capace di conquistare Mosca e il Museo di Stato Russo di San Pietroburgo sbarca a Venezia e lo fa con le opere dello scultore Vasily Klyukin.

“In Dante Veritas” nasce come un’interpretazione moderna della Divina Commedia di Dante, la grande mostra interattiva sarà presente negli spazi dell’Arsenale, che si terrà durante la Biennale di Venezia 2019. Un unicum artistico di oltre 100 elementi multimediali, su 900 mq di spazio espositivo.

In totale l’esposizione comprende 32 grandi sculture in acciaio, 22 delle quali incarnano i vizi umani, come la rabbia, l’ipocrisia, l’ingordigia e il tradimento, oltre un percorso sonoro in poesia e prosa e riproduzioni digitali che ricreano un’esperienza immersiva dell’inferno dantesco per riflettere su problematiche attuali, come inquinamento, sfruttamento delle risorse, disinformazione e sovrapopolazione. Sono questi i cavalieri dell’Apocalisse di oggi, che Klyukin espone insieme alle rappresentazioni di vizi e peccati umani: un invito alla riflessione e all’azione, prima che le conseguenze a livello personale e sul mondo siano irrevocabili.

Vasily-Klyukin,-Adulazione-(Flattery),-2018
Vasily Klyukin, Adulazione (Flattery), 2018

Klyukin ha riscosso un successo inimmaginabile in patria con la versione più piccola della mostra, tenutasi al Museo di Stato Russo di San Pietroburgo, che è stata capace in tre mesi di registrare 200.000 visitatori, diventando in quel lasso di tempo la mostra più visitata in città.

Vasily Klyukin
Vasily Klyukin

La storia dello scultore russo Vasily Klyukin, autore delle opere è particolare, fondatore di un gruppo di sviluppo immobiliare e di una banca, dopo 15 anni di attività si è ritirato dal mondo della finanza per dedicarsi all’arte nelle sue diverse declinazioni. Dal 2016 lavora alla tecnica delle “Live Sculptures“, realizzate tramite l’incastro di lastre di acciaio senza l’ausilio di elementi aggiuntivi, garantendo massima flessibilità alla scultura e ricordando il movimento delle pagine di un libro.

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