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L’Iran fra carcerazioni eccellenti e numeri falsi sul contagio da Covid-19

TEHERAN. Il bilancio delle vittime del Coronavirus annunciato dall’Organizzazione dei Mojahedin del popolo iraniano (PMOI / MEK), ha superato i 43.800 morti in 320 città. Il regime iraniano continua ancora oggi ad occultare la tragedia di questa pandemia, diminuendo i numeri dei contagi e dei decessi. Non dà sostegni economici e non garantisce servizi sanitari alla popolazione nella morsa dell’epidemia da covid-19, nonostante la ricchezza accumulata dal regime.

Gli Ayatollah, spaventati dalle contestazioni e dalle rivolte della società che chiede un cambio di regime e l’instaurazione di un governo democratico, non hanno smesso di ricorrere a intimidazioni e a violente e perpetue repressioni dei cittadini, durante la drammatica situazione di pandemia. Il 5 Maggio, dopo 26 giorni di silenzio, la magistratura del regime iraniano ha annunciato l’arresto di due studenti del prestigioso Politecnico Sharif di Teheran, Amir Hossein Moradi e Ali Younesi, avvenuto da parte dei pasdaran il 10 Aprile.

iran covid-19

Ali Younesi ha vinto la medaglia d’oro alla 12° edizione delle Olimpiadi internazionali di Astronomia e Astrofisica del 2018 in Cina. In precedenza, nel 2016 e 2017 ha vinto la medaglia d’argento e d’oro delle Olimpiadi nazionali di Astronomia, mentre Amir Hosein Moradi ha vinto la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Astronomia e Astrofisica nel 2017. I due giovani studenti sono stati accusati di essere simpatizzanti dei Mojahedin del Popolo iraniano, la principale forza della resistenza iraniana. Subiranno atroci torture e maltrattamenti, in linea con la pratica repressiva del fondamentalismo islamico.

Il 15 Maggio nove Premi Nobel in una lettera indirizzata all’Alto Commissario dell’ONU per i Diritti Umani, On. Michelle Bachelet, chiedendo di adoperarsi per il rilascio immediato dei prigionieri politici, in particolare Ali Younesi e Amir Hossein Moradi. Altri 18 recenti arresti annunciati da PMOI/MEK dimostrano il timore del regime iraniano per l’avvicinamento dei giovani agli obiettivi democratici della resistenza. Il regime, per mantenere il suo status quo, ricorre ad ondate di arresti, brutali repressioni ed impiccagioni e non rilascia i prigionieri politici che sono così esposti al contagio da Covid-19.

La comunità internazionale non avrebbe potuto accorgersi della tragedia iraniana, se non ci fossero stati insistenti appelli da parte della dottoressa Maryam Rajavi, presidente del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (C.N.R.I), e senza gli sforzi dei nuclei operativi della resistenza in Iran per diffondere e trasmettere le informazioni.

Yoosef Lesani


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