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L’Iran spende più per mercenari e armi che non per medici e infermieri

TEHERAN. Persino nel pieno della pandemia di Covid-19 ed a dispetto dei loro immani sacrifici, gli infermieri iraniani continuano a ricevere stipendi cinque volti inferiori a quelli dei mercenari del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica in Siria. Il regime dei mullah dichiara di non essere in grado di fornire farmaci ed attrezzature mediche al popolo iraniano a causa delle mancanze di fondi dovute alle sanzioni internazionali. Tuttavia ,informazioni provenienti da fonti interne al regime, provano che negli ultimi tre mesi, mentre il Coronavirus si diffondeva nel paese mietendo vittime, il regime ha continuato ad inviare contanti ai suoi mercenari stranieri in Siria e Libano, per poter portare avanti le sue operazioni terroristiche e belliche.

Al fine di chiarire le dimensioni delle menzogne e delle ruberie del regime, in questo rapporto confronteremo tra loro gli stipendi degli infermieri iraniani e quelli dei mercenari stranieri del regime in Siria.In un’intervista televisiva andata in onda sul canale Ofogh (Orizzonte) ad inizio Aprile 2020, il generale di brigata Parviz Fattah, attualmente a capo della Fondazione per i Bisognosi (Mostazafan), ha confessato di provvedere egli stesso (tramite la fondazione) al pagamento degli stipendi dei mercenari dei Pasdaran in Siria, dichiarando: “Ero nella fondazione cooperativa dei Guardiani della Rivoluzione, quando Haj Qassem [il comandante della forza Quds dei Pasdaran, Qassem Soleimani] venne da me e mi confessò di non avere abbastanza denaro per pagare gli stipendi dei Fatemyoun. Disse che erano i nostri fratelli afghani, e ci chiese aiuto…”.

Yoosef Lesani

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