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Mercato immobiliare post Covid-19: tra difficoltà e nuova spinta

A seguito delle novità introdotte dal decreto Rilancio molti esperti si interrogano su quale sarà l’evoluzione delle compravendite e dei contratti di locazione.

Il Mercato immobiliare ha subito gli effetti del Covid-19 come molti altri settori, ora sono molti gli esperti che si interrogano su quale sarà l’evoluzione delle compravendite e dei contratti di locazione anche a seguito delle novità introdotte dal decreto Rilancio. Vediamo le ultime ricerche in tal senso.

Stando ad un recente report pubblicato da Scenari Immobiliari, nel nostro Paese nei primi sei mesi di quest’anno vi è stato un crollo drastico del 29,2% delle compravendite immobiliari rispetto al medesimo periodo dello scorso anno. I prezzi degli immobili restano, si evince dallo studio, nonostante tutto complessivamente fermi, mentre risulta in crescita il contratto di locazione che vede prediligere, proprio come conseguenza del lockdown forzato, domanda di case munite di terrazzi o giardini.

In linea generale è cambiata in questi mesi la domanda per la tipologia degli immobili sia da acquistare che da affittare, si richiede più spazio interno e la possibilità di ‘verde’ o terrazzi all’esterno. Anche perché con lo smart working il tempo da trascorrere in casa è decisamente maggiore e proprio il lavoro agile diverrà una delle variabili, dicono gli esperti, che nel prossimo futuro, potranno certamente incidere nelle richieste fatte agli agenti immobiliari.

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Lucio Lamberti, professore della School of Management del Politecnico di Milano, aggiunge su questo fronte: “Ci sarà una ripresa molto importante della ricerca di villette con giardino con una trasformazione del concetto di turismo: luoghi con un buon grado di vivibilità e la possibilità di rispettare il distanziamento fisico”.

Brusco crollo si è registrato, invece, per le locazioni brevi nelle città turistiche specie nelle aree legate ai poli universitari, che in questi ultimi mesi hanno dovuto fronteggiare la fuga degli studenti fuori sede e dei turisti. Lamberti aggiunge: “Per il comparto business, gli outlook sugli affitti sono in calo anche nelle grandi città. Le strutture che mantengono una loro appetibilità devono introdurre delle migliorie legate al distanziamento sociale e alle logiche di gestione della salute. A parità di postazioni c’è bisogno di più metri quadri”

Interessante anche l’indagine svolta da impREsa, il network di agenzie immobiliari dislocate tra Veneto e Friuli, da cui si evince come grazie al superbonus al 110% introdotto dal Decreto Rilancio per ristrutturare casa ed effettuare interventi di miglioramento energetico, sismico e delle facciate, che punta a riqualificare il patrimonio immobiliare delle nostre città, vi sia stato almeno in queste aree geografiche un 40% di compratori che hanno espresso motivazione nell’acquisto di case ‘vecchie’ proprio grazie all’incentivo fiscale per le spese effettuate nel 2020 e 2021.

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Per D’Ambrosi, Amministratore delegato di ImpResa, “La detrazione al 110% sulle spese sostenute per lavori di ristrutturazione potrebbe rappresentare una bella boccata d’ossigeno per il mercato immobiliare, in forte crescita fino all’esplodere della pandemia, messo a dura prova durante il lockdown, ma fortunatamente di nuovo in corsa”.

La stessa Confedilizia si è espressa a favore del superbonus del 110% chiedendone però un’estensione almeno annuale: è una misura potenzialmente utile per incentivare gli interventi di efficientamento energetico e miglioramento sismico, a patto che sia prolungata di almeno un anno”.

Mentre ha mostrato non poca preoccupazione per un’altra misura insita nello stesso decreto, ossia l’estensione fino al 31/12/2020 del blocco degli sfratti che, dice Confedilizia, sta mettendo in ginocchio migliaia di famiglie.

Così ha dichiarato nel comunicato stampa diramato in data 16 luglio 2020: “L’estensione sino al 31 dicembre 2020 del blocco degli sfratti, che riguarda situazioni che nulla hanno a che fare con la pandemia, è una norma di una gravità inaudita, che sta mettendo in ginocchio migliaia di famiglie e che avrà effetti depressivi incalcolabili sul mercato immobiliare”, aggiungendo: “Governo e Parlamento dovrebbero intervenire per porre rimedio a tale situazione” .

In linea generale, dicono gli esperti, chi acquista in questo periodo lo fa a fronte di liquidità, come investimento, in quanto è difficile ottenere un mutuo dalle banche, che temono di trovarsi dinanzi ad una clientela insolvente a causa della crisi economica in atto, tra cassaintegrati e nuovi disoccupati.

Come dicevamo inizialmente gli esperti concordano sul fatto che non vi siano state particolari flessioni sui prezzi per quanto concerne gli appartamenti in vendita, caso differente si riscontra invece per compravendita e locazioni di locali commerciali, che, invece, puntualizzano gli addetti ai lavori: “ sono fermi al palo poiché l’imprenditoria ha subito contraccolpi. In pochi, dunque, osano rischiare nuovi investimenti con l’incognita di una possibile, nuova ondata del Covid in autunno”.

Erica Venditti

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