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Montecassiano, uccisa alla vigilia di Natale: arrestati figlia e nipote della vittima

Dopo oltre un mese e mezzo le indagini sull’omicidio dell’anziana uccisa la sera della vigilia di Natale in una villetta nel Maceratese sono finalmente giunti ad una svolta: i carabinieri del comando provinciale di Macerata, diretti dalla Procura locale, hanno arrestato la figlia e il nipote di Rosina Carsetti, la 78enne di Montecassiano, comune di 7mila abitanti a 10 chilometri di distanza dal capoluogo marchigiano.

Arianna Orazi ed Enea Simonetti, rispettivamente figlia e nipote della vittima, sono accusati di concorso in omicidio volontario premeditato pluriaggravato dalla minorata difesa della vittima e per la figlia di aver ordito e organizzato il delitto. Coinvolto anche il marito 79enne della anziana, Enrico Orazi, nei cui confronti, però, il giudice non ha disposto l’applicazione di misure cautelari.

montecassiano

Gli inquirenti grazie all’autopsia effettuata sul corpo dell’anziana (che fatto luce sulla dinamica dell’omicidio), all’analisi su cellulari e pc, alle immagini acquisite delle telecamere di sorveglianza e alle testimonianze di vicini di casa e parenti, sono giunti ad un quadro molto più dettagliato della situazione che di fatto ha smontato le tesi dei familiari. Troppe anche le discordanze rilevate tra le diverse versioni degli indagati.

I tre presunti responsabili dopo il delitto avevano cercato di depistare le indagini sostenendo che a uccidere la donna fosse stato un uomo mascherato nel corso di una rapina finita in tragedia, inscenata dagli stessi, per questo motivo il Procuratore della Repubblica, Giovanni Giorgio ed il sostituto procuratore Vincenzo Carusi, hanno mosso nei loro confronti anche l’accusa di concorso in simulazione di rapina.

Che per l’anziana donna, conosciuta e ben voluta in tutta Montecassiano, la situazione familiare fosse molto tesa era palese. Infatti pochi giorni prima dell’accaduto, Rosina si era rivolta al centro antiviolenza “Sos donna” di Macerata, accompagnata da un’amica fidata, per fissare un appuntamento con una avvocatessa per denunciare gravi tensioni familiari.

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