STORIA

Nasce il Sistema Monetario Europeo “SME”

“Europa in pillole”, rubrica a cura del Prof. Franco Peretti


Seconda parte (1973-1979)

Il Consiglio dei capi di stato e di governo che si tiene a Parigi il 9 e 10 dicembre 1974, ha un significato particolare: affermare che l’Europa a nove esiste e di questa esistenza tutto il mondo ne deve prendere atto. Dopo 17 anni di cammino tortuoso e difficile la CEE non solo riesce a dare segni di vita ma dimostra anche la sua capacità ad allargarsi e comprendere nel suo interno stati, che hanno sempre opposto difficoltà alla partecipazione. Basti citare a questo proposito le problematiche collegate all’ingresso della Gran Bretagna.

Aldo Moro e Mariano Rumor
Aldo Moro e Mariano Rumor (Wikipedia)

Storicamente si può affermare che questa sessione del Consiglio dei capi di stato e di governo è la prova del superamento del rischio della disgregazione, rischio scampato grazie alla regia di tre politici: Wilson per il Regno Unito, Giscard D’Estaing per la Francia e Schmidt per la Germania federale. Anche i rappresentanti italiani, Rumor, come presidente del consiglio e Moro, come ministro degli esteri, svolgono in questa assise un ruolo importante, da comprimari.

Accanto a questa valutazione positiva si devono aggiungere due elementi negativi, perché la riunione parigina non introduce nessun miglioramento nei rapporti tra gli stati della Comunità. Persistono infatti le differenze nel campo economico, differenze, che trovano nella crisi petrolifera,ormai molto pesante, i veri e propri presupposti. Nessuna proposta comune riesce ad essere elaborata per far fronte a questa drammatica situazione. Non solo, a questo mancato piano unitario contro la crisi petrolifera, si deve aggiungere il mancato approfondimento della questione monetaria, che molto dibattito ha suscitato nel periodo precedente al Consiglio.

LE TENSIONI TRA CEE E USA

Il periodo immediatamente dopo il Consiglio di Parigi è però uno dei più negativi della storia della Comunità europea. Negli anni 1975-1976 infatti si vivono ancora momenti di tensione collegati in modo specifico ai rapporti CEE-USA. Negli Stati Uniti, che hanno superato il trauma delle dimissioni di Nixon, il neo presidente Ford e il segretario di stato Kissinger riprendono la vecchia teoria cara al capo della diplomazia americana, la quale assegna all’Europa il ruolo di istituzione subalterna alla politica statunitense. Tesi destinata a prevalere subito dopo. Nella conferenza di Nairobi la linea politica USA ha il sopravvento, anche perché gli stati della CEE si presentano in ordine sparso senza una linea politica unitaria.

Incontro nello Studio Ovale tra il Presidente Gerald Ford, il Segretario di Stato Henry Kissinger, il Capo di Stato Maggiore Generale Frederick Weyand e Graham Martin, Ambasciatore in Vietnam.
Incontro nello Studio Ovale tra il Presidente Gerald Ford, il Segretario di Stato Henry Kissinger, il Capo di Stato Maggiore Generale Frederick Weyand e Graham Martin, Ambasciatore in Vietnam.

QUALCHE RIFERIMENTO ALL’ECONOMIA DELLA CEE

I dati riferibili ai paesi della CEE mettono in evidenza per il 1975 una situazione di grande debolezza per tutti gli stati europei con esclusione della Germania federale. Qualche cifra relativa all’inflazione e alla disoccupazione. Per la prima in Germania si registra un’ inflazione del 6% mentre in Gran Bretagna ed in Italia si rilevano picchi intorno al 26%. Migliorano decisamente gli indici per l’anno successivo: in Germania, la cui economia è forte, l’inflazione scende sotto il 5%, gli altri stati, con economia più debole, riducono l’inflazione a livelli che vanno dal 13% al 15%. Anche la seconda voce, quella della disoccupazione ha percentuali piuttosto elevate: proprio in questo periodo, per ridurre le alte percentuali di disoccupazione, iniziano le politiche governative dei paesi CEE ad economia debole, che tendono a far aumentare il debito pubblico, immettendo grosse risorse nell’attività produttiva.

L’EFFETTO DELL’INSEDIAMENTO DELLE MULTINAZIONALI

Le conseguenze di questa dilatazione della spesa pubblica sono ancora oggi visibili. In questo periodo, con il dollaro debole, si assiste ad un fenomeno molto significativo all’interno dell’Europa dei nove: l’arrivo delle società multinazionali, che con le loro strategie conquistano i mercati del vecchio continente. Con le multinazionali giungono anche gli effetti negativi del loro insediamento: fusioni, concentrazioni, scalate per la conquista delle maggioranze azionarie. Va comunque rilevata una caratteristica tipicamente europea di queste operazioni di conquista delle multinazionali. Si tratta di una conquista, la loro, più lenta rispetto a quanto capita negli Stati Uniti. Questa lentezza si verifica in Europa, perché la presenza dello stato con i suoi finanziamenti rende meno rapido l’inserimento delle multinazionali nei gangli societari.

Henry Kissinger e Helmut Schmidt
Henry Kissinger e Helmut Schmidt (Facebook)

LA SITUAZIONE IN FRANCIA, BELGIO E GERMANIA

All’interno della CEE negli anni 1975-1976 l’attività economica registra qualche iniziativa industriale di rilievo, che vuole essere un tentativo di affrontare le problematiche energetiche. In Francia ed in Belgio sono significativi a questo proposito gli interventi collegati alla produzione dell’energia nucleare. Ancora una volta si distingue dagli altri stati della CEE la Germania, perché opera con politiche in grado di tenere sotto controllo rigido l’inflazione. Non solo, ritenendo di essere lo stato leader della Comunità intrattiene un rapporto speciale con Washington , in quanto c’è sintonia tra la visione economica di Schmidt e e quella di Kissinger.

LA SITUAZIONE IN ITALIA E GRAN BRETAGNA

Qualche considerazione in questo ambito va fatta anche su Italia e Gran Bretagna. L’Italia, poiché qui manca un vero piano anticrisi, va alla ricerca di accordi con stati in grado di offrire prodotti alternativi al petrolio. E’ in questo periodo che iniziano i contatti con i paesi che producono metano. Si prendono contatti da parte del governo italiano con l’ Unione Sovietica e nell’area del Mediterraneo con la Libia, l’Algeria e la Tunisia. Nello stesso tempo cerca di tenere buoni rapporti con gli Stati Uniti, in quanto, grazie a loro, ottiene dal Fondo Monetario Internazionale notevoli finanziamenti per far fronte al sempre più consistente indebitamento pubblico. Per quanto riguarda invece la Gran Bretagna si deve evidenziare il suo tentativo di sfruttare al massimo i giacimenti petroliferi del mare del Nord, anche se persistono difficoltà complessive che rendono debole il governo di Sua Maestà.

Valéry Giscard d’Estaing et Helmut Schmidt, 16 giugno 1977 (© Ouest France/Facebook)

IL SUMMIT DEI PAESI PIÚ INDUSTRIALIZZATI E L’ESCLUSIONE DELLA CEE

Nel luglio del 1975 a Helsinki, durante la conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa, Giscard e Schmidt lanciano l’idea di un incontro tra i grandi del mondo occidentale per studiare ed approfondire le questioni economiche mondiali. L’obiettivo è quello di creare un summit tra i paesi occidentali più industrializzati, summit che viene accettato. Nel primo elenco di invitati non risulta l’Italia, considerata inaffidabile. Il presidente degli Stati Uniti impone anche la presenza dell’Italia, perché ritiene in questo modo di vincolare alle scelte occidentali in modo sicuro il governo italiano, che in questo periodo sembra molto incerto sulle alleanze da coltivare. Non si deve dimenticare che nelle elezioni regionali del 1975 il partito comunista ottiene uno strepitoso risultato, che lo colloca appena dopo la Democrazia Cristiana.

LE NAZIONI PARTECIPANTI

Alla conferenza dei grandi dei paesi più industrializzati dell’occidente sono presenti: Ford per gli Stati Uniti, Miki per il Giappone, Wilson per il Regno Unito, Giscard per la Francia , Schmidt per la Germania Federale e Moro per l’Italia. Quest’ultima, come già detto, è presente per esplicita richiesta del governo americano. Il vertice si tiene nel novembre 1975 a Rambouillet in Francia. Da questo momenti la liturgia dei vertici dei grandi si ripeterà periodicamente senza interruzione alcuna. Nel consesso gli argomenti trattati sono due: la fluttuazione del dollaro e la questione dei prezzi petroliferi. Da un punto di vista dei risultati, il vertice da risultati poco soddisfacenti: nessuna decisione viene adottata. E’ opportuna una sottolineatura: la CEE non è invitata, perché nella valutazione degli organizzatori la CEE ha poca importanza a livello mondiale. Solo successivamente la CEE sarà invitata, ma dovrà passare ancora qualche tempo.

Il presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter ospita la cerimonia di arrivo di Leo Tindemans nel 1977 (Wikipedia)

IL RAPPORTO TINDEMANS

Il 29 dicembre 1975 il primo ministro belga, Leo Tindemans, che ha ricevuto un incarico molto preciso durante il consiglio di Parigi del dicembre 1974, consegna un rapporto sullo stato dell’Unione. Il documento Tindemans , già citato in precedenza, affronta, oltre ad altre tematiche che ora non riprendiamo, contiene tutta una serie di riflessioni da collegare all’ impostazione costituzionale della CEE, proponendo, alla luce dei diciassette anni di vita comunitaria anche una serie di modifiche. Questo breve nostro richiamo al documento serve per comprendere meglio l’evoluzione del ruolo delle istituzioni, in quanto queste istituzioni, secondo Tindemans devono avere l’autorità necessaria per definire politiche comuni e la legittimità necessaria al controllo democratico della CEE. Ecco gli organismi: il Parlamento, il Consiglio Europeo, il Consiglio, la Commissione e la corte di giustizia. Il documento Tindemans, dopo aver indicato le peculiarità delle varie istituzioni, mettendone in evidenza alcune caratteristiche, che poi, sia pure in modo frammentario, saranno prese in considerazione, contiene questi punti importanti:

  1. Proposta di nuovi organismi intergovernativi che tengano conto di un’impostazione, quella voluta in sostanza da De Gaulle, che prevede la creazione dell’Europa delle nazioni.
  2. Proposta della costituzione di un’agenzia per gli armamenti. Viene così ripresa in considerazione l’impostazione a suo tempo portata avanti per la realizzazione della CED, tenendo ovviamente conto degli sviluppi conseguiti con l’industria nucleate.
  3. Rivalutazione del ruolo e della funzione del Parlamento Europeo, che, in base al testo Tindemans, deve essere eletto a suffragio universale, cioè da tutti i cittadini europei. Questa impostazione vuole essere una risposta alle richieste dei federalisti, i quali chiedono la realizzazione di un’ istituzione sovranazionale, che non risponda ai governi dei singoli stati, ma solo ed esclusivamente al popolo europeo.

Va per dovere storico ricordato che il documento Tindemans non avrà una sorte favorevole e dopo un anno, nel 1977, per la precisione, sarà accantonato. A nostro avviso non solo però rappresenta un documento datato e quindi superato, ma contiene una serie di indicazioni, molto utili per gli sviluppi futuri della CEE.

Leo Tindemans incontra il primo ministro olandese Joop den Uyl il 23 marzo 1976 (Wikipedia)

LA CEE E I PAESI DEL TERZO MONDO

Un effetto positivo genera il documento Tindemans per quanto riguarda i Paesi del Terzo Mondo. Viene infatti a livello operativo dagli organismi della Comunità accolta ed attuata l’indicazione dell’opportunità di stringere rapporti più organici con i paesi dell’emisfero sud. La CEE già negli anni sessanta ha messo in atto convenzioni con diversi stati sia dell’ Africa che dell’America Latina. Negli anni nascono parecchi accordi e nel 1975 viene sottoscritto a Lomé un accordo che comprende decine di paesi dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico (area ACP). Nel 1976 è il momento di altri accordi con altri paesi. Questi protocolli portano la Comunità Europea ad avere un ruolo molto importante a livello mondiale, al punto che la CEE a partire dal 1976 viene ad essere la prima istituzione per importanza di rapporti commerciali a livello mondiale. Sicuramente la politica coloniale attuata nei secoli precedenti dai paesi europei ha contribuito a rendere più facile la collaborazione e di conseguenza a rendere più proficui gli scambi.

Nella terza parte affronteremo il momento dello SME.

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Franco Peretti

Professore ed esperto di diritto europeo

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