STORIAԑ PRIMO PIANO

Nasceva 102 anni fa il presidente americano John F. Kennedy

Il 35esimo presidente degli Stati Uniti d’America, John Fitzgerald Kennedy, nasceva il 29 maggio 1917 a Brooklin. Legato al suo nome resterà nella storia l’attentato del 22 novembre 1963 a Dallas, nel quale perderà la vita, e le cui immagini, riprese in diretta televisiva, faranno il giro del mondo. Quel giorno salutava la folla accorsa dalla sua auto scoperta, quando alcuni colpi di fucile sparati per mano di Lee Oswald, mettevano fine alla sua vita a 46 anni. In gioventù aveva partecipato come volontario alla Seconda Guerra Mondiale, e di ritorno dalla marina a causa di una ferita alla schiena, era entrato nel Partito Democratico come deputato prima, divenendo in seguito senatore. I Kennedy erano un’importante famiglia statunitense di origine irlandese, legati alla politica già dalla prima generazione, risalente agli anni dell’Ottocento, e che ha ispirato Mark Winegardner per la creazione della famiglia Shea, citata nei romanzi “Il ritorno del padrino” e “La vendetta del padrino”, che proseguono le vicende dei Corleone.

La famiglia di John Kennedy con J. F. K. in alto a sinistra
La famiglia Kennedy con J. F. K. in alto a sinistra

J. F. Kennedy ha attraversato una serie di eventi storici di grande rilevanza, come la crisi di Berlino del 1961 con la costruzione del Muro, la corsa alla Luna, la conquista dello spazio, l’invasione di Cuba e il progetto segreto per abbattere il regime di Castro, la crisi dei missili di Cuba, gli antefatti della guerra del Vietnam, e l’affermarsi del movimento per i diritti civili degli afroamericani. Intorno al 1960 prende la decisione di concorrere alle elezioni presidenziali, e in campagna elettorale si fa conoscere come riformista, ragione per cui cittadini di colore e intellettuali lo sostengono fino alla vittoria, in cui batte il repubblicano Richard Nixon. Eletto presidente, entra alla Casa Bianca il 20 gennaio 1961, annunciando il programma “Food For Peace”, oltre alla volontà di una “Alleanza per il progresso” con i Paesi latino-americani.

John Fitzgerald Kennedy

In politica internazionale l’intenzione di Kennedy nei confronti dell’Unione Sovietica è quella di stabilire un’intesa mondiale basata sulla supremazia delle due massime potenze, garanti della pace e della guerra. Nella nazione che governa si trova a fronteggiare tempi violenti e razzisti, dove si fa strada Martin Luther King a difesa dei diritti civili delle persone di colore, capitanando un corteo di 250mila persone su Washington. Kennedy riesce a distendere gli animi, invitando al rispetto e alla tolleranza tra bianchi e neri, e nel giugno 1963 presenta al Congresso una legge molto complessa per garantire il diritto di voto ai neri, assicurando loro la parità con i bianchi nei servizi pubblici e privati.

L’omicidio di J. F. Kennedy

Riguardo all’economia interna, di fronte alla recessione e all’estesa disoccupazione che colpisce oltre 5 milioni di persone, adotta provvedimenti che fanno scendere la disoccupazione e diminuire la recessione, aumentando i sussidi ai disoccupati, le pensioni di assicurazioni sociali, il salario minimo, le spese per la viabilità, gli ospedali, le scuole, l’esplorazione dello spazio, il bilancio della difesa con conseguenti ordinazioni alle industrie, e predisponendo contributi federali per la ricerca scientifica e per i comuni, e mutui a interesse di favore per le abitazioni.

Simona Cocola

Simona Cocola

Giornalista pubblicista torinese, ha iniziato a collaborare per la carta stampata nei primi anni dell'università, continuando a scrivere, fino a oggi, per diverse testate locali. Ha inoltre lavorato in una redazione televisiva, in uffici stampa, ha ideato una rubrica radiofonica, ed è autrice di due romanzi.

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