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Nel nome di Altan: Roberto Moisio presenta a Torino il suo ultimo libro

Al Caffè Letterario San Carlo, “bomboniera” della grande cultura di Torino, il giornalista e scrittore Roberto Moisio ha presentato la sua ultima opera letteraria che racconta il grande vignettista Altan. Relatori d’eccellenza hanno catalizzato l’interesse degli ospiti dell’Associazione “Vitaliano Brancati”, organizzatrice della manifestazione.

Il vice Prefetto Laura Cassio, lo storico Giuseppe Baldino e l’assessore alla Cultura di Moncalieri Laura Pompeo hanno estasiato gli invitati della sala del Caffè Letterario. Moisio ha avuto il pregio di raccontare, insieme all’amico Michele Sabatino, le opere di Altan, parlando dell’uomo, dell’artista e del sognatore, in sostanza del grande vignettista.

Altan Roberto Moisio
Al centro l’autore del libro Roberto Moisio (Facebook)

Nato a Treviso, nel mezzo della seconda guerra mondiale, Altan già da piccolo ama moltissimo disegnare e raccontare storie illustrate. Dice che il caso ha orientato le sue scelte di vita, che seguono percorsi vari e avventurosi. In questa conversazione con Roberto Moisio Altan racconta il suo percorso, tira fuori dal cassetto disegni mai visti e lavori divenuti iconici, offre al lettore il suo modo di sentire l’odore delle cose.

La prefazione del libro firmata da Michele Serra recita: “Altan ci tiene compagnia da quasi mezzo secolo. Non è solo il lungo arco di tempo, a impressionare. E che, dentro quella quantità di anni, sono stipate epoche politiche e sociali in numero sbalorditivo. E modi di vivere; e costumi; e parole; e idee. Altan non fa satira politica. Fa satira antropologica. Il Palazzo gli interessa tanto quanto l’uomo e la donna della strada, e forse un poco di meno. La storia passa, la politica idem. Rimane sulla scena un’umanità scampata a tutto, non al proprio destino. Altan la fa parlare, l’umanità, come se contasse davvero qualcosa. E questo, a ben vedere, è il solo vero motore, oggi, di un vero, autentico sguardo umanistico.”

Roberto Moisio, padre piemontese e madre ciociara, cresce in una famiglia che per un quarto è valdese, per metà cattolica e per la restante parte raccoglie innesti ebrei, buddisti, testimoni di Geova, millenaristi. Studia filosofia. Cerca di fare il giornalista per capire, prova a insegnare Comunicazione pubblica all’Università di Torino. Lavora alla Regione Piemonte e si rende conto di quanto sia complessa la società. Curioso e molto dubbioso. Secondo gli insegnamenti di Norberto Bobbio.

Giovanna Giordano

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