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Oltre 35 milioni di euro evasi con il commercio online di auto di lusso

PORDENONE. La Guardia di Finanza di Pordenone e la Polizia Stradale di Udine – Sottosezione di Palmanova, su delega della Procura della Repubblica di Udine, hanno eseguito cinque provvedimenti restrittivi della libertà personale e un sequestro per equivalente per oltre cinque milioni di euro nei confronti di membri di un sodalizio criminale operante, in tutto il territorio nazionale, nella vendita di autoveicoli di pregio di provenienza tedesca (Porsche, Mercedes, Audi, Bmw…..). Oltre 35 milioni di euro evasi, 1.329 persone truffate in 97 province di tutta Italia e 20 persone indagate. E’ il bilancio dell’operazione ‘Cars lifting’ condotta dalla Guardia di Finanza di Pordenone e relativa al commercio online di auto di lusso che lo scorso mese di marzo aveva portato a cinque provvedimenti di custodia cautelare.

 L’inchiesta è stata condotta su delega della Procura della Repubblica di Udine, che ha disposto sequestri in Italia e all’estero per più di 5 milioni di euro. L’operazione di servizio trae origine da un sequestro per contrabbando doganale, effettuato a Pordenone, di una “ Rolls Royce Phantom II ” intestata ad una società con sede in svizzera; i successivi approfondimenti investigativi consentivano di individuare una struttura organizzata che operava (per il tramite di società con sedi legali fittizie a Roma e Palermo) nella promozione e vendita in tutta Italia di autoveicoli di alta gamma, attraverso noti siti internet specializzati. Le indagini, durate quasi un biennio e condotte anche tramite intercettazioni telefoniche, hanno permesso di scoprire che siffatte operazioni commerciali erano attuate nella più totale inosservanza degli obblighi tributari, per i quali sono stati quantificati, in quattro anni, ricavi non contabilizzati fiscalmente per oltre 30.572.000 euro (di cui 5.400.000 euro di IVA). Il meccanismo evasivo vedeva i redditi evasi strumentalmente “allocati” in capo a società “schermo”, esistenti più da un punto di vista formale che imprenditoriale, intestate a “prestanomi”, del tutto incapienti ad eventuali pretese risarcitorie dell’Amministrazione Finanziaria. Inoltre, anche grazie ad alcune agenzie di pratiche automobilistiche colluse, la struttura criminale riusciva, presso alcuni uffici del Dipartimento Trasporti Terrestri, a sottrarsi alle disposizioni di legge cd “antievasive” che non consentono l’immatricolazione di veicoli usati di provenienza comunitaria (e quindi il rilascio dei libretti di circolazione e delle targhe) senza il preventivo assolvimento degli obblighi di versamento dell’I.V.A.. In tali occasioni le immatricolazioni venivano attuate con modalità truffaldine, mediante la presentazione di documentazione ideologicamente falsa nonché contraffacendo la firma degli ignari soggetti acquirenti.

Per 635 autovetture fraudolentemente immatricolate (avvenute presso gli uffici del Dipartimento Trasporti Terrestri di Palermo, Roma, Latina e Treviso) è stato disposto, dalla Procura della Repubblica di Udine, il sequestro delle carte di circolazione in relazione ai reati di falsità materiale e ideologica commessa “per induzione” dai Pubblici Ufficiali preposti che avevano erroneamente provveduto al loro rilascio in assenza dei requisiti di legge, sulla scorta della documentazione falsificata esibitagli. Ancora, le indagini condotte dalla Guardia di Finanza e dalla Polizia Stradale hanno rilevato ulteriori attività criminose celate nelle operazioni di vendita: gli autoveicoli commercializzati risultavano sistematicamente subire una riduzione del chilometraggio (dal 50% al 70% di quello reale) agendo sul software e sulle centraline elettroniche dei mezzi; le manomissioni avvenivano presso due autofficine, ubicate a Padova e nella provincia di Treviso, asservite all’associazione criminale.

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