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Oltre ai “Girasoli”, i papaveri: scoperta un’opera di van Gogh

Il pittore Vincent van Gogh, a oltre 100 anni dalla morte, sorprende ancora, questa volta per un vaso di papaveri. La scoperta è sensazionale, perché gli esperti del Van Gogh Museum di Amsterdam hanno autenticato come opera dell’artista un dipinto rimasto 30 anni nei magazzini del Wadsworth Atheneum Museum of Art di Hartford in Connecticut. La sorpresa, però, ne ha riservata un’altra: gli specialisti hanno infatti scoperto un ritratto maschile sotto la stesura finale del quadro, la prova che van Gogh aveva riutilizzato la tela per risparmiare fondi.

I papaveri di Hartford, che si aggiungono alla natura morta con frutta e castagne accettata come autentica in febbraio al San Francisco Museum of Arts, sono stati datati 1886, poco tempo dopo dell’arrivo del pittore nella capitale francese. Com’era finita in un magazzino americano quest’opera? Lasciata in eredità al Wadsworth nel 1957 dalla scrittrice e collezionista Anne Parrish Titzell, ne era stata messa in dubbio l’autenticità nel 1990 dallo storico dell’arte Walter Feilchenfeldt. Non era la prima volta che van Gogh raffigurava questo tipo di fiori: il quadro più noto con questo soggetto è “Campo di papaveri”.

Il van Gogh recuperato tornerà, comunque, nelle gallerie del Wadsworth il 26 aprile prossimo, ed è stato già promesso per una mostra su Van Gogh al Museum Barberini di Potsdam in ottobre.  

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Simona Cocola

Giornalista pubblicista torinese, ha iniziato a collaborare per la carta stampata nei primi anni dell'università, continuando a scrivere, fino a oggi, per diverse testate locali. Ha inoltre lavorato in una redazione televisiva, in uffici stampa, ha ideato una rubrica radiofonica, ed è autrice di due romanzi.

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