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Omicidio Cerciello, il carabiniere che bendò Natale Hjorth: “Volevo calmarlo”

“Volevo riportare alla calma Natale, per questo l’ho bendato”. Queste le affermazioni in aula di Fabio Manganaro, il carabiniere che bendò Natale Hjorth, il giovane accusato insieme all’amico Finnegan Lee Elder dell’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega Mario Cerciello Rega, ucciso a Roma il 26 luglio del 2019 con 11 coltellate di cui due fatali.

Natale venne bendato in una caserma dell’Arma poche ore dopo i fatti. “Il bendaggio durò 10 minuti scarsi – ha dichiarato il teste indagato in procedimento connesso per il reato di misura di rigore non consentita dalla legge e ora sospeso dal servizio -. Non avevo mai bendato un fermato ma in quel contesto lo feci per preservare l’indagine e per l’incolumità del soggetto”.

natale hjorth
Da sinistra Finnegan Lee Elder e Natale Hjorth

Il collega di Cerciello ha ricordato che quando il giovane “fu portato in ufficio la tensione era elevatissima, c’era un gran vociare, c’erano urla, Natale tentò anche di divincolarsi dalla presa di un maggiore, era agitato.”

Poi prosegue: “Quando Andrea Varriale (collega di pattuglia quella notte con Cerciello, ndr) vide Natale disse ‘è lui, è lui’ e provò a scagliarsi contro e io mi frapposi. C’era agitazione, vidi Elder in piedi in corridoio con accanto un collega che mi disse che stava lì per farlo calmare perché al suo arrivo era stato oggetto sputi”.

E infine rivela il momento esatto nel quale decise di bendarlo: “Notai un foulard appeso all’appendiabiti e lo bendai. Il mio scopo era quello di riportare alla calma il soggetto. E in quella circostanza dissi a Natale che se si fosse tranquillizzato gli avrei tolto la benda e anche le manette, cose che poi ho fatto. Nessuno mi disse di sbendarlo”.

Carlo Saccomando

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