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Palermo conquista 3 stelle e una Guida verde Michelin

PALERMO. Il capoluogo siciliano vale le tre stelle. Parola di Michelin. Tanto che il brand del Bibendum ha dedicato una delle guide verdi “Week&GO” alla città che ha dato i natali a tanti nobili d’Aragona. La collana di guide dedicate ai soggiorni brevi si arricchisce dunque di un nuovo titolo sulla città di Palermo e la Sicilia nord-occidentale. In particolare, “meritano il viaggio”, cioè la massima segnalazione nella guida francese, sette monumenti del capoluogo siciliano e dintorni: Palazzo dei Normanni, Cappella Palatina La Martorana, Oratorio di San Lorenzo, Oratorio del Rosario, Oratorio di Santa Cita e il Duomo di Monreale.

La pubblicazione, in formato tascabile, contiene le informazioni essenziali per approfittare al meglio di un weekend di vacanza: i monumenti da visitare classificati con il simbolo delle stelle Michelin, le indicazioni pratiche per il viaggio e il profilo culturale della destinazione. Per pernottare, mangiare, fare una pausa o un giro di shopping, si può attingere a piene mani tra oltre cento indirizzi di ristoranti, bar, caffè, gelaterie, pasticcerie, botteghe, negozi e hotel, selezionati direttamente dagli autori Michelin sul campo.

“Fin dal primo momento, Palermo lascia senza fiato – sottolinea Philippe Orain, direttore editoriale delle Guide turistiche Michelin – per la bellezza del sito e il fascino di monumenti che raccontano una storia lunga e cosmopolita, le complessità ma anche le opportunità del suo essere un crocevia tra Nord e Sud del Mediterraneo, Est e Ovest”.

Palazzo dei Normanni

In una nota, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando afferma che il “riconoscimento per la città è prestigioso perché prestigioso è chi lo rilascia. Ancora una volta e ancora di più mi spinge a dire che la missione è compiuta, che Palermo non è più la capitale della mafia ma è la capitale delle culture, la capitale della accoglienza in tutte le sue accezioni, anche quella rivolta ai turisti”. Ed aggiunge: “Queste tre stelle sono in realtà la somma di centinaia di piccole stelline, quelle che io chiamo le tessere del mosaico di Palermo, perché tanti in questi anni hanno contribuito in tutti i settori e in tutti i mondi vitali della città a raggiungere questo risultato”.

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