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Pensioni e lavoro: dove intervenire per prima?

Pensioni e lavoro sono legati tra loro da una causalità circolare (come il cane che si morde la coda): il lavoro alimenta le pensioni e le pensioni alimentano il lavoro. I contributi versati dai lavoratori attivi finanziano le pensioni, mentre i lavoratori che vanno in pensione permettono ad altri potenziali lavoratori di trovare occupazione.

L’economia italiana attraversa una fase stagnante: i consumi non aumentano, la produzione non aumenta, le imprese non investono, l’occupazione è ferma. Di conseguenza non ci sono nuovi lavoratori che possano finanziare con i loro contributi nuove pensioni.

La produzione non aumenta perché non ci sono maggiori consumi, maggiori bisogni da soddisfare. Eppure, ci sarebbero da soddisfare i bisogni di 2,5 milioni di disoccupati. Ma essendo l’economia italiana in una fase stagnante non c’è modo di occupare un nuovo lavoratore se non si libera un posto lasciato da un lavoratore che va in pensione.

Pensioni lavoro

Ci troviamo in una situazione di stallo: non si possono creare nuove pensioni perché non ci sono i contributi di nuovi lavoratori con cui finanziarle; e non si possono occupare nuovi lavoratori perché non si liberano posti di lavoro in quanto non si possono creare nuove pensioni.

Come è possibile uscire da questa situazione di stallo? Immaginiamo che ci siano tre persone che chiamiamo A, B e C:

A ha un debito di 1€ con B e un credito di 1€ con C;
B ha un debito di 1€ con C e un credito di 1€ con A;
C ha un debito di 1€ con A e un credito di 1€ con B.

Ma:

A non può saldare il suo debito con B se A non riceve il suo euro da C;
C non può saldare il suo debito con A se C non riceve il suo euro da B;
B non può saldare il suo debito con C se B non riceve il suo euro da A.

Anche in questo caso ci troviamo di fronte a una situazione di stallo. C’è un solo modo per uscire da una tale situazione: fare intervenire un elemento esterno al sistema.

Supponiamo che intervenga una quarta persona che chiamiamo D:

D presta 1€ ad A che ora può saldare il suo debito con B;
B riceve il suo euro da A e può saldare il suo debito con C;
C riceve il suo euro da B e può saldare il suo debito con A;
A riceve il suo euro da C e può restituire 1€ a D.

Si è usciti dallo stallo.

Non potendo creare nuovi posti di lavoro (perché le imprese e lo Stato non investono), è giocoforza liberare posti per poter occupare nuovi lavoratori. In altre parole, è necessario consentire di andare in pensione a chi lo desideri, tramite l’intervento esterno dello Stato con la spesa pubblica (finanziamenti che saranno compensati dal maggiore gettito derivante da imposte dei nuovi occupati e dalla maggiore produzione).

I vincoli imposti alla spesa pubblica dal Patto di Stabilità potrebbero, tuttavia, limitare il numero di nuove pensioni necessarie per poter assorbire i disoccupati. Occorrerà quindi ricorrere a una forma alternativa di finanziamento che non soggiaccia ai vincoli cui è soggetta la spesa pubblica (es., recupero di risorse sottratte all’erario con l’evasione fiscale). Bisogna comunque intervenire per prima sulle pensioni; sul lavoro bisognerà intervenire per mitigare l’impatto sull’occupazione da parte delle tecnologie digitali.

Claudio Maria Perfetto

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