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Renzo Sicco ricorda Sepúlveda: “Mi hermano, ti faccio una promessa…”

Renzo Sicco, scrittore, attore, regista e direttore artistico della compagnia teatrale Assemblea Teatro, ha voluto condividere con il quotidiano web ‘il Valore Italiano‘ alcuni emozionanti ricordi vissuti con il grande amico Luis Sepúlveda, lo scrittore cileno scomparso giovedì scorso dopo una dura battaglia combattuta contro il Coronavirus.

Assemblea teatro ha portato in scena numerosi spettacoli tratti dalle opere del maestro Sepúlveda: “La gabbianella e il gatto”, “Le rose di Atacama” , “Il funerale di Neruda” , “Ritratto di gruppo con assenza”, “La storia di un gatto e del topo che diventò suo amico- Max,Mix e Mex” e “Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa”.

“ Luis Sepulveda lo conosco personalmente dal 1997.

Lo definivano cittadino del mondo, ma lui si sentiva cittadino dell’umanità.

Nel nostro ultimo incontro a casa sua un anno fa mi ha raccontato della felicità esplosa un giorno a Madrid per un invito inaspettato dal Console cileno che gli ha restituito la cittadinanza cilena nel 2017. Quarantaquattro anni dopo il golpe che lo aveva esiliato. Per lui così anti istituzionale è stata una sorpresa ed una incredibile emozione. È vissuto in Argentina, Uruguay, Brasile. Paraguay, Bolivia, Perù, Ecuador poi in Germania e Spagna ma si è sempre sentito cileno ma solo ora tornava ad appartenere alla sua nazione.

La nostra collaborazione era diretta, immediata. L’ho incontrato a Torino, il 12 maggio scorso, pochi minuti prima che lasciasse il Salone del Libro per tornare a Gijon, siccome sapeva che stavo lavorando alla messa in scena del suo testo sulla Balena Bianca, mi ha chiesto come andava il lavoro. Gli ho illustrato quel che avevamo fatto e detto che pensavo di usare l’epilogo del libro come prologo dello spettacolo. È stato entusiasta, per lui era una grandissima idea. Gli ho detto che sarebbe stato bello avere una voce fuori campo e che sarebbe stata perfetta la sua. Mi ha detto “sì facciamolo”. L’ho guardato e gli ho risposto “Ma tu stai andando via”. E lui “Dammi il testo in italiano, prendi il telefonino e registriamo”. Così in un caffè rumoroso in mezzo a gente che parlava di tutt’altro ha voluto registrare la storia di Mocha Dick, la sua balena, e quel filmato ora apre lo spettacolo.

Mi voleva molto bene, amava molto Torino e l’Italia. Qui aveva molti amici, le persone del Salone del Libro, e prima quelli del Premio Grinzane Cavour. Stimava Enzo D’Alò (che negli anni 70 era stato nelle fila di Assemblea Teatro), amava e rispettava il suo editore Luigi Brioschi, la cui intesa era così intensa che i suoi romanzi uscivano prima in Italia che in altri paesi d’Europa, e poi Carlin Petrini e Bruno Arpaia con cui aveva condiviso pensieri e pagine ma su tutti Ilide Carmignani, la sua traduttrice, la sua fedele sorella, stimata per la grande professionalità e per la vita. Inutile dire quanto mi mancherà. La pena in questi giorni con le mani legate e privi di spazi agibili è non poterlo ricordare sulla scena con le sue parole, “le parole semplici per fare bella la lingua con cui lavoro” diceva, per condividere con tutti l’emozione della sua assenza. Ma lo faremo appena sarà possibile, lo faremo. È una promessa te lo dobbiamo Hermano Lucho. ”

Renzo Sicco

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