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Retata con 24 arresti in vari quartieri di Napoli, colpita costola dei Lo Russo

NAPOLI. Dalle prime ore del mattino, i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli e personale del Centro Operativo Dia di Napoli stanno eseguendo 24 misure cautelari, emesse su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, a carico di altrettanti affiliati al gruppo camorristico denominato “abbasc Miano”, costola del clan Lo Russo, operante nei quartieri di Miano, Marianella, Piscinola e Don Guanella. Agli arrestati sono contestati, a vario titolo, i reati di associazione di tipo mafioso, traffico di stupefacenti, detenzione e porto abusivo di armi, estorsione” e usura.

Gli investigatori hanno focalizzato l’attenzione sulle “giovani leve” del clan che, dopo gli arresti e i pentimenti di esponenti di vertice del clan Lo Russo, hanno assunto il controllo della zona. Controllo garantito anche dai legami con affiliati detenuti dai quali, nonostante la detenzione, hanno continuato a ricevere consigli e direttive grazie ai contatti mantenuti dai familiari. Dopo la fine del clan Lo Russo, decimato da arresti e pentimenti dei vertici, l’ex impero camorristico si è disintegrato rimanendo alla mercè dei diversi gruppi criminali, tra emergenti e vecchi sodali, che hanno cercato di riunire il territorio sotto il proprio comando. Tra questi, dopo un periodo in cui gli eredi dei Lo Russo erano identificati coi Nappello, negli ultimi tempi le due fazioni sono state composte da i Cifrone e dai Balzano-Scarpellini-d’Errico. Proprio a quest’ultima fazione, che sarebbe uscita vincente nello scontro, sarebbe stato legato Stefano Bocchetti, il 44enne ucciso a colpi di pistola in un circolo ricreativo di via Valente, a Miano, il 23 gennaio scorso.

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