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Riad recupera il 50% del greggio perso per l’attacco dei droni

RIAD. L’Arabia Saudita ha annunciato di aver recuperato il 50 per cento della produzione di petrolio persa a causa degli attacchi alle raffinerie Aramco. Lo ha detto il ministro dell’Energia, principe Abdulaziz Bin Salman, citato dalla Saudi Gazette, precisando che le esportazioni saranno normali.

L’attacco avvenuto nelle ultime 48 ore ha visto in azione una ventina di droni e una pioggia di missili cruise (almeno una decina), partiti dal territorio dell’Iran. Ormai è più che un sospetto: secondo fonti dell’intelligence americana e saudita è questa l’ipotesi che nelle ultime ore si fa sempre più avanti nelle indagini sull’attacco agli impianti petroliferi sauditi. Una tempesta di fuoco che ha compromesso 5,7 milioni di barili di petrolio al giorno, il 6% della produzione mondiale di greggio, facendone schizzare alle stelle il prezzo. “C’è un’alta probabilità, quasi la certezza, che sia andata proprio così”, conferma Washington, anche se non c’è ancora la prova definitiva.

Dai risultati finora ottenuti gli esperti tendono ad escludere che i missili e gli apparecchi senza pilota che hanno devastato il campo petrolifero di Khurais e la raffineria di Abqaiq, la più grande al mondo, siano decollati dai territori dello Yemen o dell’Iraq.

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