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Roma contemporanea vista nell’esposizione “Mostre in mostra”

ROMA. La storia dell’arte degli ultimi 70 anni s’incontra a Roma, relazionandosi al mondo moderno presso Palazzo delle Esposizioni, in cui, a partire da oggi, è possibile visitare il progetto “Mostre in mostra. Roma contemporanea dagli anni Cinquanta ai Duemila”. Fino al 28 luglio prossimo sei esperienze espositive degli artisti Titina Maselli, Giulio Paolini, Luciano Fabro, Carlo Maria Mariani, Jan Vercruysse, e Myriam Laplante racconteranno, ognuna riguardo una decade diversa, le emozioni di un viaggio in più di 60 opere. La particolarità di dipinti, sculture, e installazioni in mostra è il fatto che Roma è stata il contenitore, ma anche il centro propulsore di queste opere. «Questa mostra ci dà l’idea di quanto Roma sia stata in alcuni momenti del secondo dopoguerra uno snodo cruciale per le ricerche dell’arte contemporanea. Ora che la fruizione dell’arte è affidata all’immagine digitale, e le gallerie investono risorse nelle fiere, il progetto ci riporta alla materialità e fisicità dell’opera, e al rapporto insostituibile con il luogo», spiega Cesare Pietroiusti, presidente Azienda Speciale Palaexpo.

Mostre in mostra a Roma
Mostre in mostra a Roma

Il percorso espositivo si delinea tra la grande rotonda del salone centrale del Palazzo, con le sei mostre che si aprono intorno, ognuna raccontata anche con alcuni testi critici che si trovano sul muro come fogli sparsi di un catalogo spaginato. «L’intento è di offrire un percorso storico, non per celebrare ma per riconoscere l’importanza che alcune gallerie, istituzioni e presenze artistiche hanno avuto Roma come filo rosso – afferma la curatrice Daniela Lancioni -. La nostra priorità è stata quella di presentare le opere per la loro qualità e la capacità di porre domande in questo momento storico. Abbiamo scelto di lavorare sulla ricostruzione di mostre perché le mostre sono il momento in cui le opere sono condivise e diventano bene collettivo».

Mostre in mostra a Roma
Mostre in mostra a Roma

A Palazzo delle Esposizioni si possono quindi osservare gli Anni ’50 di Titina Maselli, in mostra alla Galleria La Tartaruga (1955): le sue tavole dipinte descrivono, con uno sguardo notturno e un linguaggio a metà tra l’astratto e il figurativo, i ponti, gli alberi, le impalcature di New York; la prima personale di Giulio Paolini, alla Galleria La Salita (1964), in cui l’artista si interroga sugli strumenti del proprio lavoro; di Fabro tornano esposti Concetto spaziale d’après Watteau, 1967-71 / Corona di piombo, 1968-71 / L’Italia d’oro / Alluminio e seta naturale, 1971, nell’ambito della rassegna “Informazioni sulla presenza Italiana” a cura di Achille Bonito Oliva, Incontri Internazionali d’Arte 1971: qui l’artista rivendica la libertà di usare tecniche classiche anche nell’ambito dell’arte concettuale.

Mostre in mostra a Roma
Mostre in mostra a Roma

Inoltre nella mostra La costellazione del Leone, alla Galleria Gian Enzo Sperone nel 1981, Carlo Maria Mariani riflette sulla pittura e la storia, in una maestosa rappresentazione degli artisti, dei critici e dei galleristi allora protagonisti della scena romana; Jan Vercruysse. Tombeaux (Stanza), alla Galleria Pieroni nel 1990, è un ritorno alla materia, in un gioco pieno di ambiguità e rimandi alle memorie segrete dell’artista; con Myriam Laplante e il suo Elisir (a cura di Lorenzo Benedetti e di Teresa Macrì, Fondazione Volume! e The Gallery Apart 2004) il pubblico entra infine nel laboratorio di uno scienziato folle, in un universo paradossale popolato da bambole-cavie. Il ciclo espositivo è completato dall’Omaggio a Sergio Pucci, fotografo che dagli Anni ’50 ha documentato le opere d’arte e il processo di creazione, ritraendo gli artisti e gli allestimenti.

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