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San Valentino patrono degli innamorati e protettore degli epilettici

Non aver mai sentito nominare San Valentino è impossibile, sopratutto in occasione del 14 febbraio giorno dedicato all’espressione massima del sentimento umano più nobile: l’Amore. Non tutti conoscono da storia del Santo al quale si dedica la giornata degli innamorati. Venerato come santo dalla Chiesa Cattolica e quella ortodossa, San Valentino è considerato patrono degli innamorati e protettore degli epilettici.

La più antica notizia legata a San Valentino è menzionata nel Martyrologium Hieronymianum, documento ufficiale della Chiesa datato V e VI secolo, nel quale compare il suo nome e l’anniversario di morte. Successivamente, in altri documenti ecclesiastici, saranno descritte le torture subite, la decapitazione notturna e la sepoltura a Terni.

La vita di San Valentino

Nato a Terni da famiglia patrizia nel 176, fu convertito al cristianesimo e consacrato vescovo di Terni nel 197, a soli 21 anni. Invitato dall’imperatore Claudio II detto “il Gotico” a sospendere la celebrazione religiosa e ad abiurare la propria fede, rifiutò di farlo, tentando di convertire l’imperatore al cristianesimo. Claudio II lo graziò dall’esecuzione capitale affidandolo ad una famiglia nobile.

Ricreato il volto di Valentino di Terni (Wikipedia)

Il secondo arresto e la condanna a morte

Valentino venne arrestato una seconda volta sotto Aureliano, succeduto a Claudio II. L’impero proseguiva nelle persecuzioni contro i cristiani e, poiché la popolarità di Valentino stava crescendo, i soldati romani lo catturarono e lo portarono fuori città lungo la via Flaminia per flagellarlo, temendo che la popolazione potesse insorgere in sua difesa. Fu decapitato il 14 febbraio 273, a 97 anni, per mano del soldato romano Furius Placidus, agli ordini dell’imperatore Aureliano.

Secondo alcune fonti Valentino sarebbe stato giustiziato perché aveva celebrato il matrimonio tra la cristiana Serapia e il legionario romano Sabino, che invece era pagano: la cerimonia avvenne in fretta, perché la giovane era malata; i due sposi morirono insieme, proprio mentre Valentino li benediceva. A chiudere il cerchio della tragedia sarebbe poi intervenuto il martirio del celebrante.

Terni, basilica di San Valentino, altare con il santo (Wikipedia)

La festa degli innamorati

La festa degli innamorati chiamata la festa di San Valentino oggi è conosciuta e celebrata in tutto il mondo. È molto probabile che le sue origini affondino nel IV secolo, per sostituire una festa pagana di fertilità. Per “battezzare” la festa dell’amore, il Papa Gelasio I nel 496 d.C. decise di spostarla al giorno precedente – dedicato a San Valentino – facendolo diventare in un certo modo il protettore degli innamorati.

San Valentino
Reliquia di san Valentino nella chiesa di Santa Maria in Cosmedin a Roma (Wikipedia)

Tale tradizione fu poi diffusa dai benedettini, primi custodi della basilica dedicata al santo di Terni, attraverso i loro monasteri prima in Italia e poi in Francia ed Inghilterra. Molte tradizioni legate al santo sono riscontrabili nei paesi in cui egli è venerato come patrono.

Alessio Yandusheff Rumyantseff

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Alessio Yandusheff-Rumiantseff

Sacerdote cattolico, nato a San Pietroburgo nel 1973, attualmente vive a Roma dove svolge il suo servizio pastorale ed accademico. Dottore in Teologia e professore. Ha compiuto gli studi in genetica a San Pietroburgo, in filosofia in Liechtenstein e in teologia alla Pontificia Università Lateranense e alla Pontificia Università Gregoriana di Roma. È cappellano della Facoltà di Economia dell'Università La Sapienza. Collabora con le riviste teologico-filosofico-storiche "Traditio viva" e "Folia petropolitana" in qualità di redattore e traduttore.

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