DAL MONDO

Scatta la repressione a Hong Kong, marcia cancellata e arresti

HONG KONG. La polizia di Hong Kong ha vietato la manifestazione convocata per sabato dal Fronte civile per i diritti umani, con una decisione senza precedenti che alza ulteriormente il livello della tensione. Il provvedimento, riportato dal South China morning post, viene bollato dagli organizzatori della marcia come un tentativo di spingere la città “verso un abisso”.

Il Fronte ha organizzato tre delle grandi manifestazioni pacifiche che hanno bloccato Hong Kong, fra cui quella del 18 agosto alla quale hanno partecipato 1,7 milioni di persone. La polizia ha negato il permesso sia per una marcia verso l’ufficio di collegamento con Pechino che per una manifestazione nel parco di Chater garden, in occasione del quinto anniversario dell’annuncio cinese di un pacchetto di riforme elettorali restrittive. E’ la prima volta, nota il quotidiano, che entrambe le opzioni vengono bocciate. Nel lungo comunicato, le autorità motivano il divieto con i “gravi ferimenti” di manifestanti, giornalisti, agenti e passanti durante le 22 marce di protesta avvenute fin da giugno, sette delle quali organizzate dal Fronte. La capo del governo autonomo Carrie Lam “vuole spingere Hong Kong verso l’abisso. La voce del popolo non può essere messa a tacere, deve potersi sfogare – ha dichiarato Jimmy Sham Tsz-kit, uno degli organizzatori della protesta- da parte della polizia c’è un’escalation, Lam non vuole che la pace torni a Hong Kong. Sta ricorrendo a mezzi che provocheranno ulteriore rabbia”. La Cina intanto ha annunciato di aver fatto in mattinata la rotazione di “routine” dei militari di stanza alla guarnigione di Hong Kong: camion da trasporto e truppe dell’Esercito di liberazione popolare sono stati ripresi mentre attraversavano il confine, suscitando in molti comprensibile apprensione nel mezzo delle proteste pro-democrazia in corso da oltre due mesi nella città. La mossa, la 22/ma del suo genere, arrivata quando un nuovo ciclo di manifestazioni si profila per il weekend, è stata definita “ordinaria” da Ren Guoqiang, portavoce del ministero della Difesa, secondo cui “la tempistica è simile ad altre seguite in passato”, nel rispetto sia della Garrison Law sia delle disposizioni dalla Commissione centrale militare, l’organo che guida le forze armate con a capo il presidente Xi Jinping. Ren, nella conferenza stampa mensile, ha ricordato le attività della guarnigione, tra cui anche le recenti esercitazioni, finalizzate “a proteggere e difendere Hong Kong”, salvaguardando la pace e la prosperità. Quindi gli organizzatori hanno cancellato la marcia pro-democrazia prevista per domani a Hong Kong dopo che la polizia aveva vietato la manifestazione. I promotori del gruppo Civil Human Rights, che fin qui avevano portato in piazza anche due milioni di persone in maniera pacifica, hanno detto di non aver avuto altra scelta che annullare l’appuntamento per il timore riguardo l’incolumità dei partecipanti.  Non è ancora chiaro se i manifestanti troveranno un modo alternativo per esprimere il loro dissenso. Frattanto, a dimostrazione di come la macchina repressiva si sia messa in moto e sia ben oliata è giunta la notizia che Joshua Wong, tra gli attivisti pro-democrazia più noti di Hong Kong, è stato arrestato questa mattina intorno alle 7,30 mentre era diretto verso la metropolitana. E’ quanto denuncia in una nota Demosisto, il partito di cui è stato co-fondatore. Wong è stato stato tra i leader del ‘movimento degli ombrelli’, la grande mobilitazione di massa pro-democrazia che per 79 giorni nel 2014 bloccò il centro dell’ex colonia. La polizia ha confermato di avere arrestato Wong e Chow per avere incoraggiato le proteste e avere partecipato a una manifestazione contro la polizia il 21 giugno. Mentre, a sorpresa, ci sono altri due attivisti, Andy Chan e Agnes Chow, che sono stati presi in consegna dalla polizia. “Il nostro segretario generale è stato arrestato questa mattina intorno alle 7:30 mentre stava camminando verso la stazione della metropolitana di South Horizons. È stato costretto con la forza a entrare in un minivan privato sulla strada e alla luce del giorno. I nostri avvocati stanno seguendo il caso”, ha scritto Demosisto su Twitter. Agnes Chow ”è stata condotta al quartier generale della polizia di Wan Chai, dove è detenuto Joshua Wong”, ha fatto sapere ancora Demosisto. L’arresto di Wong, Chan e Chow sembra essere parte di un piano più ampio di reazione alle proteste alla vigilia del 13° weekend di mobilitazioni pro-democrazia.

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