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Scintille fra i Savoia e gli Aosta “Consulta monarchica è solo un’associazione”

TORINO. Si riapre, almeno per il ramo dei Savoia, la questione della successione al trono. A seguito dei vari guai giudiziari, veri o presunti, in cui era incappato Vittorio Emanuele figlio di Umberto II ultimo Re d’Italia, la Consulta monarchica Ente creato per vigilare sulla rettitudine, l’onorabilità ed il decoro della Casa Reale, aveva definito sconveniente il proseguire della dinastia Savoia al pretendere la successione al trono transitando questa titolarità al ramo Aosta rappresentato da Amedeo d’Aosta e dal figlio Aimone discendenti da Amedeo d’Aosta l’eroe dell’Amba Alagi. Una decisione oggi contestata aspramente da Emanuele Filiberto.

“La Consulta, di cui fa parte anche mio zio Amedeo, è una semplice associazione, non è la Consulta voluta e riconosciuta da Casa Savoia”. Così il principe Emanuele Filiberto bolla come “ridicola” e “anacronistica” la presa di posizione della Consulta presieduta da Gianni Stefano Cuttica e Aldo Mola. “Il ramo Aosta ha sempre voluto prendere il posto di Casa Savoia – sostiene – ed è un gran peccato e una grande tristezza, perché tutti insieme potremmo fare molto di più”.   “Mio nonno Umberto non ha mai modificato la sua successione ed è giusto che sia mia figlia Vittoria, con l’aiuto della sorella Luisa, a portare avanti i valori di una dinastica che ha mille anni di storia – aggiunge – Vittoria l’anno prossimo sosterrà la maturità, sente questa missione con grande emozione e responsabilità. Del resto, nella storia, le regine occupano un posto speciale. Sono donne straordinarie che hanno fatto grandi cose; confido molto nella sensibilità e nel punto di vista femminile”. Secondo Emanuele Filiberto quindi la Consulta non avrebbe titolo a decisioni simili. Ma l’organismo venne creato proprio con questo compito tantissimi anni fa nel 1955, ed era riconosciuto da Re Umberto II, era composto da ex senatori del Regno incaricati di regolamentare e tutelare la dinastia ma anche garantirne la titolarità dinastica e morale nel rappresentare i monarchici e l’istuzione reale.

Norbert Ciuccariello

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