DAL MONDO

Scoperta finta “Mozzarella Dop” a Tokyo

TOKYO. L’Italia rappresenta da sempre un modello invidiato in tutto il mondo per quanto riguarda il settore del cibo. L’industria del food “made in Italy” è sinonimo di eccellenza , qualità del prodotto, sicurezza alimentare e rispetto delle tradizioni.

Valorizzare i prodotti alimentari dovrebbe essere una missione della quale tutti dovremmo essere partecipi, ma questo spesso non avviene. Siamo condizionati dalle mode del momento, seguendo tendenze che ci esortano al consumo di cibi e alla pratica di usanze di altri paesi perché considerate “più al passo coi tempi”, oppure sempre più sovente si decide di andare a mangiare in ristoranti etnici o stranieri perché dovrebbero avere il magico potere di rendere gli avventori “più cool” ossia più alla moda. Non è una novità la crescita esponenziale dei locali giapponesi, che offrono pietanze come sushi, sashimi e molto altro. In passato si usava dire la frase “la Cina è vicina“, sia per il fatto che i cinesi sono stati tra i primi a creare ristoranti stranieri nel nostro paese e in generale per la massiccia presenza di prodotti, di vario genere, a marchio “made in China”; ma dopo la proliferazione di locali nipponici la tendenza sarebbe quella di affermare che il paese del “Sol Levante” sta monopolizzando gusti e tendenze del Belpaese.

La vera mozzarella di bufala campana DOP

Come direbbe Gigi Marzullo, la domanda sorge spontanea: come vengono visti e percepiti i prodotti della tradizione culinaria italiana in Giappone ?

È notizia di oggi che anche nel Sol Levante sia arrivato un cavallo di battaglia della tradizione enogastronomica italiana: la Mozzarella Dop. Peccato che non si tratti di un prodotto italiano bensì della “Mozzarella Tokyo Dop“. Ci si chiede da quando sarebbe possibile nella capitale nipponica produrre mozzarella e ottenere le autorizzazioni necessarie ad utilizzare il marchio di “denominazione di origine protetta”?

La tragicomica scoperta, ma sopratutto illecita, è stata fatta dal Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop nell’ambito dell’attività di monitoraggio portata avanti durante la fiera Foodex di Tokyo, che si conclude oggi. Questo rappresenta uno dei primi casi di applicazione dell’accordo Ue-Giappone, entrato in vigore lo scorso 1 febbraio, che riconosce e tutela nel Paese asiatico la Mozzarella di Bufala Campana Dop, insieme ad altri prodotti europei a denominazione di origine. Oltre alle iniziative di promozione nella capitale nipponica, il Consorzio ha avviato una serie di verifiche. Così si è appurato che a Tokyo, precisamente nel quartiere di Shibuya, è attivo un caseificio che produce mozzarelle vaccine e le commercializza, oltre che nel punto vendita, anche in numerosi ristoranti giapponesi. Ma per il confezionamento di questi prodotti viene utilizzata l’etichetta “Mu Mu Mozzarella Tokyo Dop” che, unitamente al loro logo aziendale raffigurante una testa di bufala, è palesemente evocativa della Mozzarella di Bufala Campana Dop. Inoltre, all’interno del locale, sono stati rilevati vari riferimenti alla bufala con l’utilizzo dell’acronimo Dop e con richiami al sistema di protezione comunitario delle Indicazioni Geografiche.

Un’immagine dell’improbabile mozzarella “Mu Mu ” Tokyo DOP

L’utilizzo dell’acronimo Dop insieme al termine Mozzarella e ai riferimenti alla bufala nonché i richiami diretti alla denominazione Mozzarella di Bufala Campana risultano chiaramente in contrasto con la normativa di settore”, ha spiegato il direttore del Consorzio, Pier Maria Saccani.

Il caso è stato immediatamente segnalato al ministero delle Politiche agricole, che a sua volta ha già inviato la documentazione alla Commissione europea per tutte le iniziative da intraprendere con le autorità giapponesi.
“Questa azione di tutela è un primo effetto positivo dell’intesa tra Europa e Giappone, ne conferma il valore e testimonia ancora una volta che il nostro sistema di controlli è all’avanguardia in campo internazionale, grazie anche all’azione di vigilanza degli stessi Consorzi”, ha commentato Luigi Polizzi, dirigente del settore Qualità Certificata e Tutela Indicazioni Geografiche del ministero delle Politiche agricole.

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