• 20 Ottobre 2021
  • SALUTE

Scrocchiare le dita: una pratica deleteria o innocua per le articolazioni?

Scrocchiare le dita, un’abitudine notevolmente diffusa, un gesto spontaneo e che, la maggior parte delle volte, dà anche una sensazione di sollievo per qualche secondo. Ma se da un lato vi è chi lo ritiene un sollievo, dall’altro lato vi è invece chi lo considera un insopportabile scoppiettio.

Ad oggi vi è una credenza comune: “scrocchiare le dita fa male”, perché si dice che tale gesto possa causare artrosi (alterazione degenerativa della cartilagine articolare) o artriti (infiammazione delle articolazioni e dei tessuti periarticolari), ma sembra essere una credenza errata. Secondo alcune ricerche sembra infatti che non vi siano studi scientifici a sostegno di questa tesi.

Inoltre vi è un’altra interessante domanda che molti si pongono: che cosa causa quel rumore di quando si fanno scrocchiare le dita? Potrà sembrare una banalità, ma per decenni è stato un tema molto dibattuto e con ipotesi contrastanti.

L’ultimo studio è stato pubblicato anche su Scientific Reports, in cui si è partiti dalla spiegazione della teoria per poi concludere con delle esperienze pratiche (le attuali tecniche di imaging sono ancora troppo limitate per cogliere con precisione il velocissimo processo di cracking delle nocche).

scrocchiare dita

Alcuni studi e ricerche sullo scrocchiare le dita nella storia

Secondo alcune ricerche, fu nel 1971 che venne data la prima spiegazione riguardante il rumore dello scrocchiare le dita. Sembra essere tutta una questione di fluido. In breve, le articolazioni delle dita sono immerse in un liquido chiamato liquido sinoviale, che ha lo scopo di nutrire i tessuti e lubrificare le giunzioni articolari. Quando si muovono o si stirano le dita, questo fluido rilascia dei composti gassosi che vanno a riempire lo spazio vuoto nei punti di giuntura, formando così delle piccole bolle.

Scrocchiando le dita, la pressione nel fluido si abbassa tempestivamente e le bollicine d’aria esplodono dando origine ad un numero incalcolabile di bollicine più piccole, che impiegano poi un tempo considerevole a ricomporsi. Per tale motivo è necessario attendere prima che il fenomeno possa ripetersi (in genere si stima una ventina di minuti perché si riformino nuove bolle).

Un ulteriore studio risale poi al 1990, su ‘Annals of Rheumatic Diseases‘, che spiegava come scrocchiare le dita può provocare dei rigonfiamenti alle mani e una diminuzione generale della forza nella presa manuale. A parte questo, scrocchiare le dita non produce danni, ma nemmeno benefici.

Il parere di Donald Unger, vincitore del premio ‘Ignobel’

Un altro medico ad occuparsi di questo tema fu il californiano Donald Unger, che cercò di indagare a fondo sulla questione, sulla propria pelle: per sessant’anni ha scrocchiato per almeno due volte al giorno le nocche della sola mano sinistra. Quando ha poi comparato gli effetti sulle mani, la conclusione fu che scrocchiarsi le dita non aumentava i rischi di sviluppare artriti. Per questa insolita e curiosa ricerca vinse il premio Ig Nobel 2009 – conosciuto in Italia come premio Ignobel, un riconoscimento satirico che viene assegnato ogni anno a dieci ricercatori autori di ricerche “strane, divertenti e perfino assurde” – per la Medicina.

Successivamente, nel 2015, arrivò uno studio in risonanza magnetica a dimostrare che anche dopo lo “scoppio”, le bolle persistevano. Qui si è inserito il lavoro dello studio della formazione di bolle nei fluidi industriali del dottorando dell’Università di Stanford, Vineeth Chandran Suja. Siccome è un compito arduo visualizzare con strumenti diagnostici bolle del raggio di 200 micrometri (vale a dire 200 volte un millesimo di millimetro), il ricercatore ha affrontato il problema con un approccio matematico. Ha creato un modello di bolla di cavitazione nel fluido sinoviale e l’ha sopposta, virtualmente, a sollecitazioni di pressione. Ha quindi analizzato le onde acustiche formate dalla deformazione della bolla scoprendo che corrispondevano al rumore delle dita scrocchiate (suono intenso, che può raggiungere gli 83 decibel), anche quando la bolla collassava, ma non scompariva del tutto.

Tuttavia, nonostante i molteplici studi e le ricerche condotte su questo tema, rimane ancora il dubbio: “ma scrocchiare le dita è dannoso?” La letteratura scientifica è ancora un po’ confusa sotto questo punto di vista, non vi sono però correlazioni specifiche tra lo scrocchio di queste ad eventuali artriti.

Conclusioni

Quando si piegano le dita in un determinato modo, o le si scrocchia volontariamente, è possibile avvertire un rumore. La causa di questo rumore è lo scoppio dovuto alla compressione di alcune bolle che si formano nel liquido sinoviale, un fluido lubrificante a protezione delle superfici articolari.

Quando queste vengono “scrocchiate” si crea una tensione a livello intrarticolare (non delle ossa, come pensano molti) che genera una variazione della pressione del liquido sinoviale. E se la pressione idrostatica subisce un aumento, i gas presenti nel liquido stesso si raccoglieranno in bolle e genereranno, di conseguenza, uno scoppio.

È importante sapere che questo scrocchiare le dita non causa conseguenze di natura patologica, né provoca artriti o artrosi. Vi sono però alcuni studiosi che sottolineano come, a lungo andare, questa abitudine possa provocare piccoli disturbi alle mani, come gonfiore, indolenzimento o leggera diminuzione della forza.

L’unico consiglio che danno gli esperti è quello di evitare questa azione nei soggetti in cui questo scrocchiare le dita genera dolore, in questi casi è comunque consigliato rivolgersi al proprio medico di fiducia.

Valeria Glaray

Tags

Valeria Glaray

Laureata in Servizio Sociale ed iscritta alla sezione B dell’Albo degli Assistenti Sociali della Regione Piemonte. Ha un particolare interesse per gli argomenti relativi alla psicologia motivazionale e per le pratiche terapeutiche di medicina complementare ed alternativa. Amante degli animali e della natura.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati