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Seconda pena di morte in Alabama. I dati di Amnesty nel mondo

In Alabama è stato giustiziato un uomo accusato di aver ucciso un religioso nel 1991 durante una rapina. La morte è avvenuta tramite iniezione letale, ed è la seconda condanna di questo genere a distanza di poche settimane da un’altra esecuzione. Christopher Lee Price, 46 anni, è il secondo detenuto condannato alla pena di morte in questo stato americano. L’esecuzione è avvenuta alla prigione di Holman, alle ore 19,31 ora locale. L’accusa era di aver ucciso Bill Lynn, un pastore del nord dell’Alabama, per mezzo di una spada e un coltello nei giorni che precedevano il Natale. Poco prima dell’esecuzione il condannato ha scritto un messaggio, diffuso tramite il suo avvocato, che diceva: “Un uomo è molto di più dei suoi errori peggiori”. Il governatore dell’Alabama, Kay Ivey, ha dichiarato: «Finalmente la famiglia del pastore Lynn può darsi pace sapendo che giustizia è stata fatta».

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Secondo Amnesty International nel 2018 sono state messe a morte almeno 690 persone in 20 paesi, una diminuzione del 31% rispetto al 2017, e se si calcola che più di due terzi dei paesi al mondo ha abolito la pena capitale per legge o nella pratica. La maggioranza delle sentenze capitali sono state eseguite in Cina, Iran, Arabia Saudita, Vietnam e Iraq, anche se le informazioni non sempre sono complete in quanto in diversi paesi i governi non le rendono pubbliche. Inoltre in Bielorussia, Cina e Vietnam i dati sull’uso della pena di morte sono classificati come segreto di stato, mentre in Corea del Nord, Laos, e Siria, sono poche o nulle a causa delle restrizioni governative, o dei conflitti armati. La pena di morte ha continuato a essere applicata, nel 2018, con modalità tali da determinare la violazione del diritto e degli standard internazionali. In America nel 2018 si contavano 20 stati che avevano abolito la pena di morte, e undici 11, California, Colorado, Kansas, Kentucky, Montana, Nevada, New Hampshire, North Carolina, Oregon, Pennsylvania e Wyoming, non eseguivano condanne a morte da almeno dieci anni.

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Di seguito riportiamo i risultati del voto della Risoluzione 73/175 adottata il 17 dicembre 2018 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (Amnesty International).

Co-sponsor della risoluzione 73/175 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite: Albania, Algeria, Andorra, Angola, Argentina, Armenia, Australia, Austria, Belgio, Benin, Bosnia ed Erzegovina, Brasile, Bulgaria, Burkina Faso, Canada, Capo Verde, Cile, Cipro, Colombia, Costa d’Avorio, Costa Rica, Croazia, Danimarca, Dominica, Ecuador, El Salvador, Eritrea, Estonia, Finlandia, Francia, Gabon, Georgia, Germania, Grecia, Guinea-Bissau, Haiti, Honduras, Irlanda, Islanda, Israele, Italia, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Macedoniadel Nord, Madagascar, Malta, Messico, Micronesia, Moldavia, Monaco, Mongolia, Montenegro, Nuova Zelanda, Nicaragua, Norvegia, PaesiBassi, Panama, Paraguay, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Repubblica Centrafricana, Repubblica Dominicana, Repubblica Slovacca, Romania,Samoa, San Marino, Sao Tome e Principe, Serbia (incluso il Kosovo), Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Timor Est, Togo, Tuvalu, Ucraina, Ungheria, Uruguay, Venezuela (totale: 83).

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Voti a favore: Albania, Algeria, Andorra, Angola, Argentina, Armenia, Australia, Austria, Azerbaijan, Belgio, Benin, Bhutan, Bolivia, Bosnia ed Erzegovina, Brasile, Bulgaria,Burkina Faso, Cambogia, Canada, Capo Verde, Ciad, Cile, Cipro, Colombia, Costa d’Avorio, Costa Rica, Croazia, Danimarca, Dominica, Ecuador, El Salvador, Eritrea, Estonia, Federazione Russa, Figi, Finlandia, Francia, Gabon, Gambia, Georgia, Germania, Grecia, Guatemala, GuineaEquatoriale, Guinea-Bissau, Haiti, Honduras, Irlanda, Islanda, Isole Marshall, Isole Salomone, Israele, Italia, Kazakistan, Kiribati, Kirghizistan, Lettonia, Libia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Macedoniadel Nord, Madagascar, Malawi, Mali, Malesia, Malta, Mauritius, Messico, Micronesia, Moldavia, Monaco, Mongolia, Montenegro, Mozambico, Namibia,Nepal, Nuova Zelanda, Nicaragua, Niger, Norvegia, Paesi Bassi, Pakistan, Palau, Panama, Paraguay, Perù, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Centrafricana, Repubblica Ceca, Repubblica Dominicana, Repubblica Slovacca, Romania, Ruanda, Samoa, San Marino, Sao Tome e Principe, Serbia (incluso il Kosovo), Slovenia, Somalia, Spagna, Sudafrica, Sri Lanka, Suriname, Svezia, Svizzera, Tagikistan, Timor Est, Togo, Tunisia, Turchia, Turkmenistan, Tuvalu, Ungheria, Ucraina, Uruguay, Uzbekistan, Vanuatu, Venezuela (totale: 121).

Voti contrari: Afghanistan, Arabia Saudita, Bahamas, Bahrain, Bangladesh, Barbados, Belize, Botswana, Brunei Darussalam,Cina, Corea del Nord, Egitto, Etiopia, Giamaica, Giappone, Grenada, India, Iran, Iraq,Kuwait, Maldive, Nauru, Oman, Papua Nuova Guinea, Qatar, Saint Kitts e Nevis, Saint Lucia, Saint Vincent e Grenadine, Singapore, Sudan,Siria, StatiUniti d’America, Trinidad e Tobago, Yemen, Zimbabwe (totale: 35).

Astensioni: Antigua e Barbuda,Bielorussia, Camerun, Comore, Congo (Repubblica del), Corea del Sud, Cuba, Emirati Arabi Uniti, Filippine, Ghana, Gibuti, Giordania, Guinea, Guyana, Indonesia, Kenya, Laos, Libano, Lesotho, Liberia, Mauritania, Marocco/Sahara occidentale, Myanmar, Nigeria, Repubblica Democratica del Congo, Sudan del Sud, Tanzania, Thailandia, Tonga, Uganda, Vietnam, Zambia (totale: 32).

Non presenti: Burundi, Eswatini (ex Swaziland), Senegal, Seychelles, Sierra Leone (totale: 5).

Simona Cocola

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Simona Cocola

Giornalista pubblicista torinese, ha iniziato a collaborare per la carta stampata nei primi anni dell'università, continuando a scrivere, fino a oggi, per diverse testate locali. Ha inoltre lavorato in una redazione televisiva, in uffici stampa, ha ideato una rubrica radiofonica, ed è autrice di due romanzi.

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