DAL MONDO

Shenzhen, liberato il dipendente del consolato britannico

HONG KONG. La polizia cinese di Shenzhen ha reso noto di aver liberato Simon Cheng, dipendente del Consolato generale britannico di Hong Kong arrestato l’8 agosto con accuse legate alla prostituzione e sottoposto a un periodo di detenzione amministrativa di 15 giorni.
    Cheng, i cui diritti legali sono stati garantiti, ha “confessato i suoi atti illegali”, ha scritto la polizia di Luohu, distretto di Shenzhen, in una nota diffusa sui social media. La conferma del rilascio e del ritorno a casa è stata data dalla stessa famiglia di Cheng sulla pagina Facebook con cui ha seguito la vicenda. “Simon è tornato a Hong Kong”, si legge in un post, in cui si precisa che ci vorrà “del tempo per riposare e recuperare”, a conferma di un’esperienza non facile.

L’8 agosto la sua fidanzata e la famiglia ne confermarono a stretto girola scomparsa e, subito dopo, si moltiplicarono i timori che potesse essere finito nel mezzo delle turbolenze pro-democrazia di Hong Kong, con la Cina che continua ad accusare Paesi come Usa e Gran Bretagna di intromissione in affari interni per i commenti espressi sulle proteste e gli scontri tra manifestanti e polizia. Il Foreign Office britannico ha più volte negli ultimi giorni espresso irritazione per il mancato “rilascio di ulteriori informazioni sul caso di Cheng”, anche dopo la conferma dell’ arresto, così come l’impossibilità di mettersi in contatto con lui.

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