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“Storie d’Egitto” in mostra a Modena con una mummia restaurata

MODENA. Sono circa 80 i reperti che fanno parte della collezione egiziana dei Musei civici di Modena, risalente alla fine dell’Ottocento, negli anni successivi alla fondazione. La raccolta si è originata attraverso acquisti, scambi, e donazioni, le prime delle quali da parte di cittadini modenesi nel 1875, e dal 16 febbraio prossimo sarà possibile ammirarla nel corso di una mostra, preceduta dal restauro di una mummia. Tac, C14, e altri strumenti d’indagine hanno permesso di effettuare le analisi sulla mummia modenese, riconoscendone sesso, età, e datazione. Si tratta del corpo imbalsamato di un bambino di tre anni, vissuto in Epoca Romana, tra I e II secolo d.C.

“Storie d’Egitto”, progetto scientifico che analizza i reperti della raccolta egiziana, verterà attorno alla operazioni di recupero della piccola mummia, curate da Daniela Picchi, responsabile sezione egiziana del Museo civico archeologico di Bologna, tanto che il pubblico potrà assistere al restauro della stessa, seguito da Cinzia Oliva, tra i massimi esperti italiani in questo settore, da martedì 5 a venerdì 8 febbraio, mentre sabato e domenica 9 e 10 febbraio si terrà la presentazione dei risultati al Teatro anatomico restaurato. Inoltre, per il pubblico più giovane sarà garantito il progetto social Instagram #mummiamo per aggregare immagini e contenuti legati all’immaginario collettivo sulla mummia, dai fumetti, alla cinematografia, alla letteratura.

La mummia e le altre parti umane, come arti e teste, provengono dalla Regia Università di Modena. La presenza di parte di questi reperti è accertata in città fin dal 1669, anno in cui risultano negli elenchi della “Ducal Galleria Estense”, a testimoniare che ben prima della formazione del Museo civico l’interesse collezionistico dei duchi d’Este comprese anche le antichità egiziane. La mummia di bambino, in particolare, certificata negli elenchi del 1751, compare insieme a “un corpo imbalsamato; dicesi d’una regina d’Egitto”, della quale, al momento non vi è alcuna traccia. Dopo gli ultimi doni degli eredi dell’astronomo Pietro Tacchini, nel 1906, la raccolta non è più stata incrementata. I reperti, distribuiti su un ampio arco cronologico, appartengono a categorie diverse, riconducibili alla regalità, al rituale funerario e alla devozionalità templare.

La mostra è visitabile gratuitamente fino al 7 giugno 2020. Info
musei.civici@comune.modena.it

Le foto della mummia e con Cinzia Oliva in alto sono di Serena Campanini per Comune di Modena

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Simona Cocola

Giornalista pubblicista torinese, ha iniziato a collaborare per la carta stampata nei primi anni dell'università, continuando a scrivere, fino a oggi, per diverse testate locali. Ha inoltre lavorato in una redazione televisiva, in uffici stampa, ha ideato una rubrica radiofonica, ed è autrice di due romanzi.

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