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Taranto: i genitori occupano la scuola sotto sequestro per inquinamento

TARANTO. Un gruppo di genitori degli alunni delle scuole Deledda e De Carolis del rione Tamburi di Taranto, chiuse dall’1 marzo su ordinanza sindacale per la loro vicinanza alle collinette ecologiche dell’ex Ilva sotto sequestro per problemi di inquinamento, ha trascorso la notte nel cortile del plesso Deledda, occupato simbolicamente da ieri. I genitori chiedono chiarezza al Comune dopo che l’Arpa Puglia ha accertato un superamento delle Concentrazioni soglia di contaminazione (Csc) nell’area delle collinette, in particolare valori di policloro-dibenzo-p-diossine di 45,06 ng/Kg a fronte di un valore limite di 10.

Le collinette sono barriere artificiali realizzate negli anni Settanta per dividere le abitazioni dal siderurgico, ma che sarebbero state trasformate in discariche industriali. I genitori annunciano “permanenza ad oltranza“, fino ad avere risposte “verificabili rispetto all’inizio del nuovo anno scolastico“, ora incerto, e “pretendiamo di vivere e restare liberamente nel nostro quartiere“. Nella sera del 12 giugno qualcosa si è mosso. Il sindaco Rinaldo Melucci ha chiamato il prefetto Antonella Bellomo per intervenire sulla situazione collinette. Secondo il primo cittadino, l’intervento del prefetto sarà utile a valutare compiutamente l’esito delle analisi, comprendere la fattibilità della eventuale messa in sicurezza delle collinette, ragionare sulla rimodulazione degli ulteriori interventi con risorse pubbliche previsti in quei plessi ed infine stabilire se questi ultimi possano essere regolarmente aperti per l’inizio del prossimo anno scolastico.

Noi chiediamo uno screening gratuito dei nostri figli ed il loro trasferimento in una struttura diversa, magari in uno spazio verde vicino al mare”, conclude Martinese. Le collinette ecologiche sono state costruite negli anni Settanta per proteggere il quartiere di Tamburi dalle emissioni dell’acciaieria. Gli accertamenti eseguiti nel 2018, confermati sul suolo nei primi mesi del 2019, hanno rivelato che le collinette erano zeppe di sostanze inquinanti in barba alla funzione ecologica, perciò è scattato il sequestro giudiziario. La messa in sicurezza e la bonifica delle collinette deve essere effettuata dai commissari Ilva.

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