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Trento, identificato l’orso che ha aggredito due persone: è una femmina di 14 anni

L’unità di ricerca di genetica e conservazione della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige (Trento) ha identificato l’orso che lo scorso 22 giugno ha aggredito due persone sul Monte Peller: si tratta di una femmina di 14 anni, il secondo esemplare più anziano presente in Trentino, denominato JJ4. L’esemplare sarebbe stato identificato grazie alle analisi genetiche condotte sui campioni organici e salivari presenti sui vestiti  delle due persone aggredite. 

Al momento la Provincia di Trento ha dichiarato di ”non essere in grado di dire se sia o meno accompagnata da cuccioli’‘, nel caso in cui avesse al seguito la prole si spiegherebbe in maniera più chiara il motivo dell’attacco. La Regione ha inoltre dato il via libera alle operazioni di ricerca e di cattura in vista dell’abbattimento dell’orso, come previsto dall’ordinanza firmata dal presidente della Provincia, Maurizio Fugatti.

Il presidente della Provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti (Twitter)

Secondo alcuni l’ordinanza di abbattimento sarebbe stata emanata in maniera frettolosa e illegittima. L’iter corretto prevederebbe che prima di procedere a quella che può essere tranquillamente definita una vera e propria “condanna di esecuzione” bisognerebbe determinare in maniera precisa la dinamica dell’evento, appurando se il motivo dell’attacco è da imputarsi o meno all’intenzione dell’orso di difendere i propri cuccioli.

Inoltre va considerato che l’episodio è accaduto nel bosco, mentre la circostanza sarebbe stata più grave nel caso in cui fosse avvenuta nei dintorni di un centro abitato. Infine sul sito “Grandi Carnivori della Pat” si è scoperto che l’esemplare JJ4 è figlia di Jurka, un’orsa problematica catturata nel 2006, ma che a differenza della madre, in una relazione del 2008 stilata da alcuni esperti della provincia di Trento su di lei e sui fratelli veniva dichiarato: “Contrariamente alle aspettative sembrano essere molto più schivi della madre: la femmina (JJ4 ndr) si è fatta vedere molto poco”.

trento orso

La diffida del WWF

Oggi il WWF Italia ha inviato una diffida formale al Presidente della Provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, chiedendo la revoca dell’ordinanza “intervento di monitoraggio, identificazione e rimozione di un orso pericoloso per l’incolumità e la sicurezza pubblica” del 24 giugno. L’Associazione ha sottolineato come “le cause dell’accaduto non siano ancora del tutto chiare, e le informazioni attualmente in possesso delle Autorità non possano ritenersi sufficienti a motivare (dopo il suo riconoscimento e identificazione) l’abbattimento dell’orso, la misura di gestione più estrema prevista dal PACOBACE (Piano d’Azione interregionale per la conservazione dell’Orso bruno sulle Alpi centro-orientali).

Nella diffida il WWF ha ribadito che “per intraprendere eventuali azioni di gestione, è necessario ricostruire la realtà dei fatti e valutare attentamente le ipotesi previste dallo stesso PACOBACE, che distingue il caso di attacco di un orso che difende i piccoli o fonti alimentari dal caso di un attacco senza una preventiva provocazione da parte dell’uomo, oltre a prevedere criteri di proporzionalità tra il comportamento dell’orso e le azioni di gestione messe in campo. L’ordinanza della PAT invece considera direttamente e unicamente l’opzione abbattimento.

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Nel frattempo, a supporto di questa posizione, sono al momento quasi 70.000 i firmatari della petizione online lanciata nei giorni scorsi dal WWF sulla piattaforma change.org, nella quale si richiede il ritiro immediato dell’ordinanza di abbattimento. Secondo l’associazione animalista le numerose sottoscrizioni mostrano chiaramente come “l’opinione pubblica sia chiaramente schierata a favore della salvaguardia dell’orso e di una più seria valutazione delle cause dell’accaduto.

Carlo Saccomando

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