DAL MONDO

Trump dona il suo stipendio da Presidente alla Sanità pubblica

NEW YORK. Donald Trump ha donato “il 100%” del suo salario da presidente, ovvero 400.000 dollari, all’Office of the Surgeon General, il dipartimento responsabile per i temi di sanità pubblica. “Li ho restituiti al Paese e mi sento molto bene al riguardo”, twitta Trump. Sin dal suo esordio alle primarie, infatti, l’allora candidato repubblicano in corsa ostinata alla Casa Bianca nonostante le pochissime chance di vittoria aveva promesso che, in caso di elezione, non avrebbe trattenuto per sé nemmeno un cent dei 400mila dollari di stipendio che gli sarebbero spettati da presidente. Tuttavia la Costituzione Usa parla chiaro e, al settimo comma del paragrafo 1 dell’articolo 2, prevede la cosiddetta “clausola di compensazione” che vincola il presidente eletto a percepire uno stipendio fisso, immodificabile ed irrinunciabile.

Il miliardario americano, che ha più volte esibito il suo super patrimonio – autostimandolo a oltre 10miliardi di dollari – a garanzia di inossidabile indipendenza, si è quindi visto costretto a correggere il tiro. E, in occasione della sua prima intervista da presidente eletto, ha chiarito che avrebbe donato le somme percepite in beneficienza intascando per sé solo un dollaro. Così, da quando il tycoon è salito al soglio presidenziale, le attenzioni della stampa di mezzo mondo – mese dopo mese – si sono concentrate morbosamente sulle sorti di quegli stipendi e – con il passare delle settimane – rumors sempre più insistenti lo tacciavano già di non aver rispettato quella promessa. Adesso saranno soddisfatti.


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