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Uccise Stefano Leo perchè era felice. Subito a giudizio Said Mechaquat

TORINO. La Procura di Torino ha chiesto il giudizio immediato per Said Mechaquat, reo confesso dell’omicidio di Stefano Leo, il giovane di Biella ucciso lo scorso 23 febbraio con una coltellata alla gola, in pieno giorno, in lungo Po Macchiaveli, nella zona dei Murazzi di Torino. “L’ho ucciso perché era felice”, aveva spiegato ai carabinieri, che hanno anche ritrovato l’arma del delitto, dopo essersi consegnato il 30 marzo successivo. Said Mechaquat confessò agli inquirenti

“Da via Borgaro ho preso l’autobus e sono andato in piazza Vittorio, sono sceso Lungo Po dalla rampa e poi sono andato un po’ più avanti e sono arrivato alle scale che portano in corso San Maurizio e sono salito sulla passeggiata pedonale e mi sono seduto sulla panchina, l’ultima prima delle scale che salgono sulla strada. Lì ho aspettato che passasse quello giusto, nel senso che non so nemmeno io chi aspettavo, ricordo che è passato uno che faceva delle fotografie e gli ho chiesto se mi aveva fotografato e quello mi ha risposto di no. Poi è passato un ragazzo, gli sono andato dietro e l’ho colpito mentre gli sono arrivato quasi sul fianco, sul suo lato destro ed impugnando il coltello con la mano sinistra l’ho colpito al collo e ho bucato il frutto. Mi sono girato ed ho visto che faticava a respirare, entrambi abbiamo salito le scale e lui è andato in mezzo alla strada e si è accasciato, mentre io ho proseguito camminando velocemente moderato, ho attraversato la strada e sono andato in via Pescatore e subito dopo in via Bava dove ho preso il tram16”. Ecco, Stefano Leo è stato condannato a morte perchè era felice, perchè sorrideva alla vita come è giusto che faccia un giovane…

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