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Una gita a… Trento, città ricca di storia e tradizioni

È una città dalle numerose sfaccettature, da sempre legata alla sue tradizioni e al suo territorio. Gli originari insediamenti pre-romani che si stabilirono nella valle dell’Adige videro passare in questa zona Veneti, Etruschi e Galli, mentre i romani arrivarono nel I Secolo A.C. Di che città stiamo parlando?

Ma di Trento, ovviamente, che i romani ribattezzarono la città Tridentum, per i tre colli Doss Trento, Sant’Agata e San Rocco. Capoluogo di Regione e della Provincia autonoma, oggi il capoluogo conta circa 120 mila abitanti con una vasta area urbana che nel corso degli anni si è estesa sino a Mezzolombardo, Rovereto e Pergine, verso la Valsugana.

Il Duomo di San Vigilio, Trento
Il Duomo di San Vigilio

La storia recente della città è stata segnata tragicamente dal primo conflitto mondiale, Trento divenne infatti un città fortezza punto nevralgico del fronte Austro-Ungarico, con gran parte della popolazione evacuata all’arrivo delle truppe Italiane.

Cosa visitare

Diverse sono i monumenti in stile romanico che si possono ammirare a Trento, a partire dal Duomo di San Vigilio, edificata nel XII secolo, con la sua ampia piazza centro cittadino che ospita gli eventi più importanti, per proseguire con la Chiesa di Santa Maria Maggiore, del XVI secolo.

E, ancora la Torre Civica, detta anche Torre di Piazza che, con i suoi 43 metri di altezza, domina Piazza Duomo e scandisce i ritmi della giornata con il rintocco delle sue campane. Eretta intorno alla seconda metà del XII secolo sui resti dell’antica Porta Veronensis del I secolo d.C., era inizialmente parte integrante della prima residenza vescovile di cui costituiva un baluardo difensivo, mutando poi, nel corso dei secoli, destinazione d’uso in quanto fu anche sede dell’orologio e delle campane ed ospitò le carceri cittadine.

Trento
Uno scorcio di piazza Duomo

Percorrendo il camminamento di ronda lungo le mura orientali del Castello si accede alla Torre Aquila, che si può visitare ammirando nella sala principale al secondo piano le pareti decorate con il celebre Ciclo dei Mesi raffiguranti in riquadri separati da sottili colonnine. Il ciclo è una grandiosa e realistica immagine della vita del mondo feudale alla fine del Medioevo e venne dipinto intorno al 1400 da un artista boemo: si tratta di una delle testimonianze più rare e preziose della pittura gotica di tema profano. 

Torre Vanga (edificata come casa-torre nel 1210, rappresenta uno degli edifici simbolo della Trento medievale: alta più di trenta metri e coronata da merli a coda di rondine, è circondata da un edificio merlato in cui si aprono finestre a trifora che ne addolciscono l’austera struttura medievale. Il Castello ospita l’omonimo Museo del Buonconsiglio dove sono esposte collezioni d’arte, dalle opere medievali alle opere moderne.

Torre Vanga

In quanto ai palazzi storici, una delle residenze gentilizie più significative è Palazzo Thun, risalente al 1454, per quattro secoli dimora dell’omonima famiglia proprietaria anche del castello a Vigo di Ton. Sede del Municipio dal 1873, si presenta con un portale d’ingresso rinascimentale con arco a tutto sesto: da riconoscere lo stemma della famiglia Thin sulla chiave d’arco e sugli spigoli della facciata. Si può visitare il cortile interno dove si trova la statua originale del Nettuno della fontana di Piazza Duomo.

L’attuale sede degli uffici del Rettorato dell’Università di Trento è, invece Palazzo Sardagna, uno dei capolavori del manierismo e del primo barocco trentino: edificato nel corso del XVI secolo, si distingue per la facciata con due possenti telamoni che sostengono il balcone e per le sale riccamente affrescate da Marcello Fogolino.

Uno dei primi esempi di architettura rinascimentale è invece Palazzo Geremia, sulla cui facciata sono illustrati diversi personaggi storici mentre sulla sinistra del portale di ingresso si distinguono la ruote della fortuna ed un alabardiere. Oggi il Palazzo quattrocentesco è sede di rappresentanza del Comune di Trento ed ospita l’ufficio del Sindaco.

Piero Abrate

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Piero Abrate

Giornalista professionista dal 1990, in passato ha lavorato per quasi 20 anni nelle redazioni di Stampa Sera e La Stampa, dirigendo successivamente un mensile nazionale di auto e il quotidiano locale Torino Sera. È stato docente di giornalismo all’Università popolare di Torino.

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