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Venaria, il mito di Ercole in mostra sino a settembre

VENARIA. Avrebbe dovuto chiudere i battenti il prossimo 10 marzo, ma è stata prorogata sino al prossimo 29 settembre, la mostra “Ercole e il suo mito”, allestita nelle Sale delle Arti della Reggia di Venaria. Il successo di pubblico ha convinto gli organizzatori a prorogare di sei mesi la rassegna che illustra la figura dell’eroe mitologico, attraverso un’articolata selezione di oltre 70 opere tra ritrovamenti archeologici, gioielli, opere d’arte applicata, dipinti, sculture e molto altro, dall’antichità classica al Novecento.

La mostra acquista un particolare significato alla luce dei lavori di restauro della “Fontana d’Ercole”, fulcro del progetto secentesco dei Giardini della Reggia, un tempo dominata dalla Statua dell’Ercole Colosso del 1670. La rassegna, curata da un comitato scientifico presieduto da Friedrich-Wilhelm von Hase, è organizzata da Swiss Lab for Culture Projects e Consorzio Residenze Reali Sabaude, in collaborazione con diversi altri musei europei.

Il percorso alla Venaria si apre con una sezione che ripercorre l’origine del mito in epoca pagana, con una serie di ritrovamenti archeologici di grande pregio come vasi, anfore e coppe, realizzate nell’Attica (regione greca) tra il 500 e il 300 a.C.. La mostra prosegue con la parte che testimonia la diffusione della rappresentazione della leggenda erculea in ambito romano, con alcune statuette in bronzo o in terracotta, oltre a una testa colossale di Ercole in riposo, copia della seconda metà del I secolo a.C. di un’opera di Lisippo risalente al 320/310 a.C..

A chiudere la sezione infine, si trovano due coppe in argento realizzate da Gianmaria Buccellati, sbalzate e cesellate con le fatiche di Ercole, le cui forme si ispirano a quelle di altrettanti scyphus (coppa) rinvenuti a Pompei nella casa del Menandro e di cui in mostra si possono vedere i passaggi di fabbricazione, ancor oggi identici a quelli antichi.

Info: 011.4992333 – http://www.lavenaria.it

Piero Abrate

Giornalista professionista dal 1990, in passato ha lavorato per quasi 20 anni nelle redazioni di Stampa Sera e La Stampa, dirigendo successivamente un mensile nazionale di auto e il quotidiano locale Torino Sera. È stato docente di giornalismo all’Università popolare di Torino.

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