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“Vi racconto la missione del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta”

"Tempestivi nell’accorrere, efficaci nel soccorrere". Intervista al Cappellano del Gruppo Como del CISOM Reverendo Prevosto Don Alessio Massimiliano Yandushev-Rumyantsev

Nei momenti di prova, nelle situazioni difficili e soprattutto in un periodo complicato come quello attuale, in cui c’è grande bisogno della collaborazione attiva di persone desiderose di fare del bene verso il prossimo, bisogna riconoscere che nella società italiana sono presenti diverse iniziative lodevoli dedite al sostegno e all’aiuto dei più deboli come anziani, poveri, malati e senza tetto.

Il contributo di queste associazioni, possibile grazie all’apporto di persone di buona volontà, è prezioso perché pur non potendo competere con organizzazioni statali o regionali, le cui risorse non sono paragonabili sia in termini economici che in quelle di personale a disposizione, riescono a svolgere il proprio servizio donando un vero e proprio “aiuto personale” alle persone in gravi difficoltà: oltre i pasti sono in grado di regalare una parola di conforto, oltre una coperta calda con cui ripararsi dal freddo donano un abbraccio fraterno.

Ad di là di tutte le nuove iniziative nate in Italia negli ultimi anni esistono note organizzazioni che svolgono la loro opera da anni e che nell’immaginario collettivo incarnano quei valori che permettono alla società moderna di non perdere una delle caratteristiche principali che la contraddistingue, se non la più importante: l’umanità.

Una tra le associazioni più attive nel campo della solidarietà è il Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta (C.I.S.O.M.), che lo scorso anno ha compiuto 50 anni di vita. Per conoscerla meglio e scoprire i particolari della sua missione in Italia, abbiamo deciso di intervistare il Cappellano del Gruppo Como del CISOM: il Reverendo Prevosto Don Alessio Massimiliano Yandushev-Rumyantsev.

Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta
Tre volontari del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta

Don Alessio, in due parole, come potrebbe descrivere il carattere e la missione del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta?

Per rispondere alla vostra domanda userei poche ma significative parole prese dal nostro statuto che vengono lette all’inizio del percorso di formazione da tutti i volontari che vorrebbero unirsi alla nostra causa:

Il Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta (CISOM) è una Fondazione di diritto melitense con finalità di protezione civile, sociale, sanitario assistenziale, umanitario e di cooperazione, strumentale al Sovrano Ordine di Malta. Il Corpo opera per portare assistenza e pronto soccorso alle persone in stato di necessità anche in collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile.

A mio parere queste poche parole esprimono perfettamente tutto il carisma della nostra organizzazione. Il termine “organizzazione”, dall’accezione spesso troppo formale, probabilmente non esprime a pieno il carattere fraterno e cristiano dell’iniziativa. Ad esempio la sezione di cui faccio parte è composta da un gruppo unito che ogni giorno aiuta i bisognosi che necessitano di un pezzo di pane per non morire di fame all’ombra delle ville del Lago di Como o di una coperta di lana per non soffrire il gelo sotto il ponte dell’autostrada sulla quale sfrecciano le “Ferrari” verso la Svizzera. Quello che molti non capiscono è che questi nostri amici poveri hanno bisogno prima di tutto della vicinanza, da un punto di vista umano, di comprensione, di una parola di conforto o di un semplice sorriso.

Esatto, spesso si dimentica che oltre al cibo per il corpo occorre anche quello per l’anima. Per questo in ogni gruppo è presente la figura del cappellano. Come vede il suo ruolo?

Il ruolo del Cappellano del CISOM è molto semplice e allo stesso tempo complesso. Semplice perché non prevede nulla di ciò che non fa parte del servizio normale, diciamo, di qualunque sacerdote: in primis ci si dedica alla cura pastorale delle anime delle persone a cui è rivolto il nostro aiuto, oltre a quella degli stessi confratelli e consorelle volontari. Inoltre sono presenti varie tipologie di sostegno spirituale tra cui servizio liturgico, l’approfondimento dei fondamenti della Fede cristiana e dei valori melitensi che sono alla base di tutte le attività del CISOM.

Prima della pandemia potevamo vederci molto più spesso sia per le Sante Messe regolari che per la preghiera e le conferenze spirituali. Da un anno a questa parte siamo stati costretti a modificare leggermente le nostre abitudini: se per le Messe ci raduniamo un po’ più raramente, allo stesso tempo stiamo sfruttando le possibilità di continuare la nostra formazione permanente on-line utilizzando diverse piattaforme e invitando i confratelli a intensificare la loro vita spirituale attraverso la preghiera regolare personale, la Messa parrocchiale, la lettura spirituale.

Quando parla dei confratelli e delle consorelle del CISOM, si potrebbe pensare ad un esercito di volontari al livello nazionale. In realtà quanti siete in Italia?

Diciamo che non siamo pochi, ma il nostro desiderio di crescere e l’interesse da parte dei nuovi candidati per la nostra missione ci fa ben sperare. Siamo sicuri che il CISOM diventerà sempre più forte e capace di raggiungere ogni città e paesino d’Italia, vogliamo essere presenti dove c’è bisogno, laddove la gente aspetta un aiuto. A livello numerico possiamo affermare che attualmente sul territorio nazionale sono presenti oltre 4000 volontari che collaborano con oltre 800 tra medici, infermieri e psicologi.

Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta
La bandiera dell’Ordine di Malta

Il CISOM è diffuso capillarmente solo nel Nord Italia o in tutta la Penisola?

No, il CISOM ha oramai 115 tra gruppi e sezioni sparsi su tutto il territorio nazionale. Quindi si tratta di un’organizzazione che è stata capace di svilupparsi molto bene nell’arco di 50 anni, a partire dalla propria nascita sino ad oggi. È anche vero che alcune Regioni del Nord a vantano un numero maggiore di volontari a propria disposizione, come ad esempio la Lombardia nella quale sono presenti sette delegazioni e una sezione.

In quest’ultima Regione il servizio si svolge in maniera efficace e spesso creativa sotto la guida saggia e fraterna del nostro Capo Raggruppamento Lombardia l’Avv. Carlo Settembrini Sparavieri Trabucchi. La sua totale dedizione al servizio melitense, oltre alla disponibilità e lo spirito sempre positivo rappresenta per tutti i volontari uno stimolo forte e positivo per andare avanti, per crescere, per migliorare costantemente la nostra missione in questo mondo.

Io personalmente sono Cappellano del Gruppo Como che unisce i volontari che provengono da tutto il Comasco, quindi conosco meglio la situazione della nostra provincia. Ci sono tanti progetti, dal “Pane Quotidiano” al servizio di supporto della campagna vaccinale ASST Lariana, dal progetto “Anima Meticcia” per la tutela di cani e gatti in difficoltà al progetto “Alimenta l’Amore”, dall’impegno nei servizi di triage pressi il vecchio Ospedale Sant’Anna alla distribuzione di mascherine alla popolazione e misurazione della temperatura, e tanti tanti altri progetti di collaborazione con importanti enti o aziende come ad esempio quelli con COOP Lombardia, con CitiCibo e con varie istituzioni del carattere medico-sanitario.

Il nostro Capo Gruppo, il Dott. Andrea Di Francesco, ci trasmette entusiasmo e il desiderio di essere sempre attenti ai veri bisogni di quel prossimo sofferente, bisognoso, privo delle cose materiale e dell’affetto umano che incontriamo per strada, sotto i ponti, negli ospedali e dovunque ci manda il Signore.

Don Alessio, nei primi 50 anni il CISOM è riuscito a portare avanti tanti progetti di aiuto, e parecchi non erano programmati in anticipo perché si trattava di soccorsi urgenti. Ci potrebbe raccontare in quali luoghi i vostri volontari sono stati tra i primi a dare una mano alla popolazione in estrema difficoltà?

Si potrebbe scrivere un libro sul servizio che il CISOM ha svolto per il bene dell’umanità dal giorno della fondazione 24 Giugno del 1970 dal Gran Maestro dell’Ordine di Malta fra Angelo de Mojana di Cologna fino ad oggi. Ha assistito e aiutato la popolazione italiana in diverse occasioni drammatiche. La storia del CISOM è costellata di missioni, interventi, piccoli e grandi gesti di solidarietà e di aiuto concreto alle persone colpite da calamità naturali o da personali momenti di difficoltà.

Basti pensare ai terremoti in Friuli (1976), in Irpinia (1980), in Umbria e Marche (1997), in Molise (2002), all’Aquila (2009), ad Haiti (2010), in Emilia-Romagna e in Lombardia (2012), in Sicilia (2018) e in Albania (2019). In questi luoghi il CISOM è arrivato tra i primi e se ne è andato tra gli ultimi. Ma anche durante la crisi in Yugoslavia (1991) i nostri volontari si sono affiancati ai lavoratori della Croce Rossa per aiutare alle vittime della guerra civile. Oppure anche durante l’alluvione nello Spezzino (2011) i nostri volontari hanno partecipato con le unità specializzate nella gestione di danni da dissesto idro geologico. Poi come dimenticare il Grande Giubileo (2000) quando decine di volontari sono stati coinvolti nelle attività di gestione dei flussi di pellegrini che arrivavano a Roma per questo grande evento. E tante altre iniziative.

L’ultima in ordine cronologico e non ancora giunta al termine è l’emergenza Covid-19. In questa occasione il CISOM, attivato dal Dipartimento della Protezione Civile a Febbraio del 2020, ha predisposto sul territorio nazionale 5 supporti operativi: sanitario, logistico, operativo nei COC, psicologico e supporto alla popolazione con consegna di viveri e farmaci, al fine di assistere la popolazione in questa lunga e drammatica pagina di storia.

Don Alexey Yandushev
Don Alessio Massimiliano Yandushev-Rumyantsev

Per concludere questa intervista, Don Alessio, vorremmo sapere come vede il futuro del CISOM e cosa bisognerebbe fare per attrarre nuove persone a svolgere questo prezioso servizio

Lo spirito dell’associazionismo così vivace e fruttuoso nell’Ottocento e nella prima parte del Novecento oggi purtroppo davvero non ha più la forza di una volta. È un dato di fatto che l’associazionismo in Italia stia vivendo uno dei periodi peggiori, se non il peggiore, della propria storia.

Tra le possibili soluzioni in grado di cambiare questa tendenza, con uno sguardo attento rivolto soprattutto verso i giovani, non si può non considerare di promuovere le proprie iniziative attraverso l’utilizzo dei mezzi messi a disposizione dal web: a partire dai siti internet, passando per la creazione di gruppi virtuali, fino alla promozione attraverso i social network. Tutto questo di per sé potrebbe aiutare tanta gente a scoprire sia i propri interessi che i carismi delle varie associazioni.

Attualmente qualsiasi internauta può trovare tutte le informazioni inerenti l’associazione direttamente sul sito del CISOM o sui numerosi gruppi presenti sui social e creati dalle nostre delegazioni, gruppi locali e sezioni, che forniscono assistenza nel caso in cui si fosse interessati ad entrare a far parte dell’associazione. Il lato negativo del web è che spesso tutto inizia e finisce lì, nel mondo virtuale. Gli affamati invece hanno bisogno del pane concreto che si può masticare, i senza tetto necessitano di una coperta che li riscaldi davvero, i nostri amici angosciati soffrono senza la presenza reale di un prossimo, di un fratello vero.

In conclusione credo che per crescere di numero dobbiamo prima pensare a crescere in termini di qualità, questa via sarebbe la miglior “pubblicità”, la migliore “propaganda” dei valori che possiamo portare avanti. Al giorno d’oggi sarebbe utopistico pensare che siano direttamente i giovani volontari ad avvicinarsi: bisogna uscire dai nostri piccoli mondi per andare a cercarli, per testimoniare loro ciò che siamo fieri di fare e infine chiedergli semplicemente di provare. Provare ad essere attenti nei confronti degli altri, oltre che comprensivi e misericordiosi.

Sono sicuro che con l’aiuto del Signore e dei confratelli del CISOM tutto ciò sarà possibile. Volere è potere. Volere bene al prossimo è un potere enorme che si chiama “AMORE“!

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