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Vino, design e cantine d’autore al femminile per la festa della donna

Quest’anno la festa della donna profumerà di vino, grazie a incontri individuali e collettivi a tema “Donne vino e design” in tutto il Bel Paese. Dal 2 al 9 marzo prossimi l’associazione nazionale Le Donne del vino, che promuove la cultura del vino e il ruolo delle donne in questa filiera produttiva dal 1988, ha pensato a un modo nuovo di festeggiare. Le oltre 800 associate tra produttrici, ristoratrici, enotecarie, sommelier, e giornaliste presenti in Italia, promuoveranno cantine d’autore, etichette, accessori da vino, packaging, e linguaggi alternativi nei giorni di marzo.

Visite in cantina, performance, conferenze, piccole mostre, spettacoli che omaggiano creatività, rinnovamento, e qualificazione delle donne al proprio comparto produttivo, detenuto nella visione comune soprattutto dagli uomini. Sarà un modo diverso di comunicare ciò che caratterizza il mondo del vino, legato alle scelte culturali delle persone che lo producono e lo consumano.

«L’immagine del vino del terzo millennio appare decisamente femminilizzata grazie al nuovo ruolo delle donne nella produzione, nel commercio e soprattutto nei consumi. Per ottomila anni il vino è stato un ambito quasi solo maschile, ma ormai non è più così. Oggi le donne guidano un terzo delle cantine italiane e il ventiquattro per cento delle imprese commerciali al dettaglio del vino, secondo dati Cribis- Crif. A livello mondiale sono loro a comprare la maggior parte delle bottiglie, il quaranta per cento dei corsisti wine expert Wset sono donne, e in Asia le giovani con gli occhi a mandorla stanno assumendo un ruolo da protagoniste del mercato. Ecco che la bellezza del vino diventa più importante che nel passato, proprio a seguito del maggior peso del giudizio femminile. Per loro infatti l’immagine conta, anzi conta molto», afferma Donatella Cinelli Colombini, presidente nazionale dell’associazione italiana.

Informazioni: info@ledonnedelvino.com

Simona Cocola

Giornalista pubblicista torinese, ha iniziato a collaborare per la carta stampata nei primi anni dell'università, continuando a scrivere, fino a oggi, per diverse testate locali. Ha inoltre lavorato in una redazione televisiva, in uffici stampa, ha ideato una rubrica radiofonica, ed è autrice di due romanzi.

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