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Zoagli, un angolo di Liguria tra l’incanto della natura e sete pregiate

ZOAGLI. Ha un’origine molto antica questo comune del Levante ligure, in provincia di Genova, adagiato tra Chiavari e Rapallo. Una terra difficile da coltivare indusse nel tempo i suoi abitanti a dedicarsi ai tessuti, regalando pregio in tutto il mondo a Zoagli per la produzione della seta, di velluti e damaschi di alta qualità. A Pasqua, proprio in onore di questa tradizione, il Castello Canevaro ospita una mostra dedicata a quest’arte.

«La mattina andavo verso Sud, salendo per la splendida strada di Zoagli, in mezzo ai pini. Con l’ampia distesa del mare sotto di me», affermava il filosofo Nietzsche, uno tra i nomi celebri, quali Kandinsky, Tosi, Sem Benelli, Ezra Pound, ad aver passeggiato per il caratteristico paese. È sulle colline circostanti che, seguendo le “creuze”, antiche mulattiere, s’incontrano le chiese di San Pietro di Rovereto, di San Pantaleo, di Sant’Ambrogio, tra il verde della vegetazione, il blu del mare, e borghi suggestivi.

Chiesa di San Pantaleo

Si scoprono in questo modo percorsi inaspettati, come il sentiero di 11 chilometri dei cinque campanili, tra frazioni collinari, boschi e ulivi, i santuari della Madonetta-Monte Anchetta e di Montallegro lungo percorsi profumati da narcisi, mughetti e orchidee, oltre alla rilassante passeggiata a mare. Già, perché non è solo sulla terraferma che Zoagli incanta per mezzo della natura e dell’architettura.

La statua della Madonna del Mare

A circa nove metri di profondità a Levante il mare custodisce una scultura alta 160 centimetri, divenuta protettrice degli abitanti di Zoagli dal 1996. La statua in bronzo della Madonna del Mare, realizzata dall’artista zoagliese di adozione Marian Hastianatte, è un miraggio per i subacquei e un’attrazione per i turisti. Ogni anno, la sera del 6 agosto, una fiaccolata ricorda il giorno in cui è stata posata sul fondo del mare, voluta da un gruppo di cittadini per ricordare i comandanti di Zoagli che sfidarono gli oceani con gli antichi scafi a vela, e i marinai che combatterono in difesa della Patria.

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Simona Cocola

Giornalista pubblicista torinese, ha iniziato a collaborare per la carta stampata nei primi anni dell'università, continuando a scrivere, fino a oggi, per diverse testate locali. Ha inoltre lavorato in una redazione televisiva, in uffici stampa, ha ideato una rubrica radiofonica, ed è autrice di due romanzi.

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