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1 ottobre: Santa Teresa di Gesù Bambino, Dottore della Chiesa

Anche oggi, 1 ottobre, sono tanti i santi e i beati ricordati dalla Chiesa cattolica e tra questi San Bavone di Gand, San Piatone, i beati Domenico da Villanova e Luigi Monti. Solo per citarne alcuni. Tra i santi sicuramente più venerasti c’è Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo, originaria di Alençon in Francia, dove viene alla luce il 2 gennaio 1873 con il nome di Thérèse Françoise Marie Martin. È conosciuta anche come Santa Teresa di Lisieux.

Suo padre è un orologiaio; la madre Marie-Azélie Guérin Martin è una sarta che ha creato una piccola impresa a conduzione familiare che occupa una ventina di operaie. All’età di due mesi Teresa rischia la morte e deve essere mandata da una nutrice, Rose Taillé, che è stata già la nutrice di due bambini della coppia Martin. Lì si ristabilisce e cresce nella campagna della Normandia. Di carattere giocoso, allieta la famiglia, ma è al tempo stesso emotiva e piange sovente. A otto anni e mezzo, il 3 ottobre 1881, Teresa entra al pensionato delle benedettine a Lisieux.

Ogni sera fa ritorno a casa sua essendo il pensionato vicino al domicilio familiare. I giovedì e le domeniche diventano per lei dei giorni importanti. Con sua cugina Marie Guérin, inventa un nuovo gioco: vivere come degli eremiti in fondo al giardino. La fede la pervade ogni giorno di più. E’ questo un periodo oscuro per la Francia che sta perdendo sempre più il credo religioso, grazie al diffondersi della convinzione di poter fare a meno di Dio, di poter vivere come se egli non esistesse.

Nel Natale del 1886, Teresa riceve quella che lei chiama la “grazia della sua conversione”, con cui supera la sua estrema sensibilità trovando la felicità nel dimenticarsi di sé per far piacere agli altri. L’anno seguente, nel pellegrinaggio a Roma, durante l’udienza del Papa Leone XIII chiede al Pontefice il permesso di entrare al Carmelo nonostante la sua giovane età.

santa teresa

Il 9 aprile 1888, Teresa entra al Carmelo con il nome di Teresa di Gesù Bambino. A questo nome aggiunge successivamente “e del Volto santo”, quando suo padre soffre periodi di allucinazioni e viene ricoverato in ospedale psichiatrico. Una malattia che Teresa vive con grande fede mentre le altre figlie la vivono con grande dolore.

Al Carmelo s’immerge nella lettura della Sacra Scrittura, specialmente dei Vangeli, dove vede le tracce di Gesù. Anche la lettura dell’Antico Testamento, laddove il profeta Isaia parla dell’amore materno di Dio o del Servo di Yahvé, la commuove profondamente. San Giovanni della Croce è il suo maestro spirituale, la cui lettura la spinge ad approfondire il cammino dell’amore. Dopo la professione religiosa, è incaricata della formazione delle giovani, anche senza il titolo ufficiale di maestra (incarico ricoperto da madre Gonzaga).

Mantiene una corrispondenza epistolare con due missionari; nelle sue lettere non solo vi è un sostegno fraterno, ma un vero e proprio accompagnamento spirituale. Con il passare degli anni va crescendo la sua esperienza dell’amore incondizionato e gratuito di Dio e si sente chiamata a vivere nella gratitudine e nell’abbandono confidente come un bambino nelle braccia della madre. Questo le fa comprendere il valore delle più piccole opere fatte gratuitamente per amore (e non per “acquistare meriti”) e il suo amore quotidiano si affina fin nei minimi dettagli. Donna semplice, non vive eventi straordinari come estasi o miracoli, conosce l’aridità nella preghiera e le incomprensioni, ma niente le toglie la serena allegria e la pace che sempre di più le colmano il cuore.

Nella Pasqua del 1896, Teresa ha un’emottisi, sintomo della tubercolosi. Dopo tre giorni inizia la prova della fede che durerà fino alla morte. La prova, che riguarda la fede nella vita eterna, è descritta in tutta la sua drammaticità ma è da lei affrontata con sempre maggiori atti di fede e di amore. Muore il 30 settembre 1897.

Il 17 maggio 1925 Teresa di Lisieux è canonizzata da Papa Pio XI e due anni dopo è dichiarata patrona dei missionari, anche se nella sua vita mai si sia spostata dal suo convento. Nel 1932, sempre a Pio XI, e successivamente nel 1987 a Giovanni Paolo II, è richiesto alla Santa Sede di riconoscerle il dottorato. Le verrà concesso il 19 ottobre 1997. Teresa è quindi il 33º Dottore della Chiesa e la terza donna a ricevere questo riconoscimento dopo Teresa d’Avila e Caterina da Siena, entrambe dichiarate dottore della Chiesa cattolica da Paolo VI nel 1970. La Chiesa cattolica la ricorda l’1 ottobre, il giorno dopo la sua scomparsa.

Alessio Yandusheff Rumiantseff

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Alessio Yandusheff-Rumiantseff

Sacerdote cattolico, nato a San Pietroburgo nel 1973, attualmente vive a Roma dove svolge il suo servizio pastorale ed accademico. Dottore in Teologia e professore. Ha compiuto gli studi in genetica a San Pietroburgo, in filosofia in Liechtenstein e in teologia alla Pontificia Università Lateranense e alla Pontificia Università Gregoriana di Roma. È cappellano della Facoltà di Economia dell'Università La Sapienza. Collabora con le riviste teologico-filosofico-storiche "Traditio viva" e "Folia petropolitana" in qualità di redattore e traduttore.

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