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10 luglio: sante Rufina e Seconda, martiri di Roma

Santa Rufina e santa Seconda sono due sorelle martiri realmente esistite in Roma e vengono ricordate in numerosi documenti, come il “Martirologio Geronimiano”, gli “Itinerari” romani, la “Notizia” di Guglielmo di Malmesbury. Sono inoltre menzionate nel famoso “Calendario Marmoreo” di Napoli ed infine nel “Martirologio Romano” che le celebra assieme il 10 luglio.

Nate nella prima metà del III secolo abbracciano presto la religione cristiana. Le due giovinette vengono promesse in sposa ad Armentario e Verino che, però, apostatano il cristianesimo in seguito alla persecuzione di Valeriano e di Gallieno. I futuri sposi chiedono alle due sorelle di abiurare anche loro. Inorridite da tale richiesta, fuggono in Etruria ma vengono fatte inseguire dal conte Archesilao, che le ferma al 14º miglio della via Flaminia e le consegnò al praefectus urbis Gaio Giunio Donato. Sottoposte a diverse pressioni, interrogatori e torture, le sorelle si rifiutano sempre di apostatare, venendo così condannate a morte dal prefetto nel 257.

Rufina e Seconda, con il loro esempio ci ricordano che in una società multireligiosa come quella verso cui ci stiamo incamminando, le ragioni della fede sono superiori a quelle del cuore. Papa Giulio I nel IV secolo, fa erigere una basilica che nel V secolo viene elevata a sede episcopale: la diocesi di Selva Candida, o di Santa Rufina, viene unita durante il pontificato di Callisto II a quella suburbicaria di Porto, che assume il nome di Sede suburbicaria di Porto-Santa Rufina.

Alessio Yandusheff-Rumiantseff

Sacerdote cattolico, nato a San Pietroburgo nel 1973, attualmente vive a Roma dove svolge il suo servizio pastorale ed accademico. Ha compiuto gli studi in genetica a San Pietroburgo, in filosofia in Liechtenstein e in teologia alla Pontificia Università Lateranense e alla Pontificia Università Gregoriana di Roma. E' cappellano della Facoltà di Economia dell'Università La Sapienza. Collabora con le riviste teologico-filosofico-storiche "Traditio viva" e "Folia petropolitana" in qualità di redattore e traduttore.

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