• 4 Dicembre 2022
  • IL SANTO DEL GIORNO

2 maggio: Sant’Atanasio, è uno dei 36 dottori della Chiesa

Tra i diversi santi e beati che si ricordano oggi, a Sant’Atanasio spetta un posto di rilievo, tant’è che sia la chiesa copta, sia quella cattolica, sia quella ortodossa lo venerano. Viene inoltre ricordato nel calendario anglicano e luterano dei santi, mentre i cattolici lo annoverano tra i 36 dottori della Chiesa. La sua festa è celebrata concordemente da tutte le Chiese il 2 maggio (data della morte), con esclusione della chiesa greco-ortodossa che lo ricorda il 18 gennaio, giorno della nascita, avvenuta ad Alessandria d’Egitto.

Profondamente legato al suo Paese, si formò nell’ambiente alessandrino, dove esisteva una rinomata scuola cristiana, e iniziò la carriera ecclesiastica come segretario del vescovo Alessandro. La sua vita è legata al grande sforzo che la Chiesa dovette sostenere in quegli anni per dirimere l’accesa controversia sul dogma trinitario, alla cui difesa Atanasio si dedicò con tutte le sue energie.

Ancora diacono accompagnò il vescovo Alessandro al primo Concilio di Nicea del 325, voluto dall’imperatore Costantino per discutere della questione sollevata dalla predicazione di Ario, anch’egli di Alessandria, mise in dubbio la natura divina di Gesù Cristo. Il concilio elaborò un “simbolo”, cioè una definizione dogmatica relativa alla fede in Dio, che si pose in netta antitesi con il pensiero di Ario, che predicava invece la creazione del Figlio ad opera del Padre e quindi negava la divinità del Cristo.

Il 17 aprile del 328 morì il vescovo Alessandro e il popolo di Alessandria d’Egitto chiese a gran voce Atanasio come vescovo. Fu vescovo per 46 anni che si dimostrano durissimi, di lotta contro l’eresia ariana e contro gli ariani che continuavano a rifiutare ciò che il Concilio di Nicea aveva stabilito. La discussione dottrinale venne sovente trasformata in conflitto su questioni personali. Il povero sant’Atanasio venne accusato delle più grandi nefandezze: di aver imbrogliato, di aver violentato una donna, di aver ucciso, di minare all’unicità della Chiesa. Ma gli ariani non si limitarono solamente a questo, operarono altre mosse con grande astuzia: prima di tutto cercarono di occupare quante più sedi episcopali e poi lanciarono quello che successivamente è stato definito come semiarianesimo.

2 maggio sant'atanasio

Misero in atto un’altra tecnica tipica delle eresie: cioè una volta che queste ultime venivano condannate, riemergevano proponendo un compromesso tra la verità e l’errore. Gli ariani propagandarono la necessità di sostituire il termine stabilito dal Concilio di Nicea, homoousion, con il termine homoiousion. Differenza di una sola lettera, minimale, ma che cambiava tutto. Infatti, il primo termine (homoousion) significa “della stessa sostanza”, il secondo termine (homoiousion) significa “simile in essenza”. Mentre molti vescovi si lasciarono convincere da questo compromesso terminologico, che è cedimento sulla Dottrina, sant’Atanasio resistette come un leone. Venne esiliato almeno cinque volte, ma non cedette.

Intanto, anche il potere politico si accanì contro di lui: l’imperatore Costanzo lo odiava. Venne convocato un concilio ad Arles e qui si costrinsero i vescovi a sottoscrivere una condanna contro di lui. Chi si opponeva veniva mandato in esilio. Sant’Atanasio venne riabilitato dal nuovo imperatore Valente e da papa Damaso: entrambi compresero cheaveva ragione. L’intrepido difensore della fede cattolica morì nella sua città d’origine il 2 maggio del 373.


Inizialmente sepolto ad Alessandria, la sua salma comparve nel Medioevo a Venezia. Solo nel maggio del 1973 il Patriarca copto di Alessandria, Shenouda III, ottenne da papa Paolo VI la traslazione della salma presso la cattedrale copta di San Marco, ad Alessandria, dove riposa tuttora.

Alessio Yandusheff Rumiantseff

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Alessio Yandusheff-Rumiantseff

Sacerdote cattolico, nato a San Pietroburgo nel 1973, attualmente vive a Roma dove svolge il suo servizio pastorale ed accademico. Dottore in Teologia e professore. Ha compiuto gli studi in genetica a San Pietroburgo, in filosofia in Liechtenstein e in teologia alla Pontificia Università Lateranense e alla Pontificia Università Gregoriana di Roma. È cappellano della Facoltà di Economia dell'Università La Sapienza. Collabora con le riviste teologico-filosofico-storiche "Traditio viva" e "Folia petropolitana" in qualità di redattore e traduttore.

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