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23 ottobre: Sant’Ignazio patriarca di Costantinopoli

Anche il 23 ottobre sono numerosi i Santi e i Beati celebrati dalla Chiesa cattolica. E tra questi San Giovanni Capestrano, sacerdote abruzzese vissuto a cavallo tra XIV e XV secolo. Del Santo abbiamo parlato lo scorso anno, mentre oggi la nostra attenzione si focalizza su Sant’Ignazio, patriarca di Costantinopoli nel IX secolo.

Battezzato come Niceta e figlio dell’imperatore Michele, dopo la deposizione del padre vive nel monastero dell’isola di Proti con il nome di Ignazio. Eletto abate del suo monastero, nell’846 diviene patriarca di Costantinopoli. Uomo pio ma di temperamento piuttosto tirannico, mette uno zelo nella riforma della Chiesa e nella disputa sul culto delle immagini che gli crea molti nemici e lo costringe a una vita sempre piena di conflitti.

Nell’848 egli depone un arcivescovo sgradito (Gregorio Asbestas di Siracusa), ma non riesce a ottenere in questo il necessario appoggio di Roma e anzi scopra anche che si sta formando a corte un partito anti-ignaziano. I rapporti con i vertici dello stato si rovinano progressivamente finché, nell’857, Ignazio rifiuta pubblicamente la comunione al reggente Bardas, zio del sedicenne imperatore Michele III, colpevole di incesto. Bardas persuade l’imperatore a far allontanare Ignazio.

Fozio, grande rivale di Sant’Ignazio

Fozio, il nuovo patriarca, facendosi consacrare da Gregorio di Siracusa, si mette subito in aperto contrasto con Ignazio e si apre un’epoca di dure lotte. Dal contrasto tra Fozio e Ignazio nasce il cosiddetto scisma foziano tra Costantinopoli e Roma (tradizionalmente considerato in Occidente come un tentativo del patriarca di ottenere l’indipendenza completa dal papa, è storicamente più spiegabile come una lotta di potere all’interno della Chiesa stessa d’Oriente).

Entrambe le parti si appellano a papa Niccolò I che incarica alcuni suoi inviati di investigare sull’intera faccenda; essi tuttavia, oltrepassando i limiti del mandato, prendono parte a un sinodo a Costantinopoli che condanna e depone Ignazio. Da Roma il papa dichiara nulla la sentenza e, convocato un concilio romano nell’863, reintegra nel patriarcato Ignazio e depone Fozio e tutti quelli nominati da lui.

Intanto, Basilio il Macedone, dopo essere salito al trono assassinando Michele III, reintegra Ignazio al posto di Fozio e infine, almeno per quanto ci riguarda, il IV concilio di Costantinopoli (869-870, ottavo concilio ecumenico della Chiesa) scomunica Fozio, ripristinando ufficialmente Ignazio come patriarca.

Mosaico: i padri della Chiesa: Ignazio “Il Giovane”, San Giovanni Crisostomo e Sant’Ignazio Theophoros, – Basilica Aghia Sophia (Timpano), Costantinopoli, IX-X sec. (Twitter)

Ripresi i propri compiti con invariato zelo ed energia, anche se non sempre con prudenza, Ignazio incoraggia il principe Boris di Bulgaria a espellere sacerdoti e vescovi latini dai propri territori e sostituirli con greci inviati da lui stesso; nell’870 consacra un arcivescovo e dei vescovi per le sedi bulgare e papa Giovanni VIII lo minaccia di scomunica. Nell’877 giungono nella città imperiale i delegati papali con un ultimatum, ma scoprono che Ignazio è già morto, il 23 ottobre, nel monastero dei Santi Arcangeli costruito dal patriarca stesso. Gli succedette allora Fozio, e proprio lui, che ne è stato tanto nemico, lo canonizza.

L’indubbia santità personale di Ignazio, il suo coraggio nel rimproverare l’immoralità nelle alte sfere e la sua pazienza durante la persecuzione sono le qualità che fanno di lui un santo. Nella Chiesa d’Oriente è venerato insieme a Fozio, sebbene i due uomini siano stati in vita grandi avversari su importanti questioni di principio. Resoconti precedenti che consideravano questa opposizione come una semplice risonanza di controversie tra Oriente e Occidente non sono a tutt’oggi da ritenersi più validi.

Alessio Yandusheff Rumiantseff

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Alessio Yandusheff-Rumiantseff

Sacerdote cattolico, nato a San Pietroburgo nel 1973, attualmente vive a Roma dove svolge il suo servizio pastorale ed accademico. Dottore in Teologia e professore. Ha compiuto gli studi in genetica a San Pietroburgo, in filosofia in Liechtenstein e in teologia alla Pontificia Università Lateranense e alla Pontificia Università Gregoriana di Roma. È cappellano della Facoltà di Economia dell'Università La Sapienza. Collabora con le riviste teologico-filosofico-storiche "Traditio viva" e "Folia petropolitana" in qualità di redattore e traduttore.

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