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25 giugno: San Guglielmo da Vercelli, abate ed eremita

Oggi, 25 giugno, tra i tanti santi e beati celebrati dalla Chiesa cattolica un posto di rilievo spetta sicuramente a San Guglielmo di Montevergine, anche conosciuto come San Guglielmo da Vercelli, sua città di origine. Nato nel 1085 da nobile famiglia, dopo essere diventato monaco e decise di effettuare un pellegrinaggio a Santiago de Compostela, pratica molto diffusa all’epoca. Ospitato da un fabbro, chiese a questi di fabbricare un arnese in ferro per il “maceramento della carne” da utilizzare durante il cammino; la penitenzafu completata dal totale digiuno durante il pellegrinaggio.

Tornato in Italia, Guglielmo vorrebbe recarsi a Gerusalemme e a tale scopo si trasferì nell’Italia Meridionale, ma venne malmenato da alcuni ladri. Il santo considerò la disavventura un segno della volontà di Dio di farlo restare nel Sud Italia per diffondere il messaggio di Cristo. Per questo motivo decise di non partire più per Gerusalemme. Nel 1114 si fermò sulla catena montuosa che domina Avellino stabilendosi in una delle sue vette, un luogo disabitato chiamato Partenio o Monte Virgiliano.

San Guglielmo da Vercelli
Statua di San Guglielmo da Vercelli, Basilica di San Pietro – Roma (Wikipedia)

In quel luogo trascorse una vita da eremita per alcuni anni e costruì, con l’aiuto di vicini, una piccola casa. In seguito venne raggiunto da alcuni discepoli, tra i quali alcuni sacerdoti, che costruirono dele celle e parteciparono alla costruzione di una chiesa dedicata alla Vergine nel 1124. Successivamente venne edificato anche un monastero, chiamato di Monte Vergine. Da qui ebbe origine la Congregazione verginiana dell’Ordine di San Benedetto (unita nel 1879 a quella cassinese della primitiva osservanza).

L’afflusso di fedeli fu per i sacerdoti l’occasione per esercitare il loro ministero, e la vita eremitica che Guglielmo ricercava risultò definitivamente compromessa. Inoltre, i suoi confratelli mal tolleravano quello stile di vita troppo austero e pieno di privazioni. Così lasciò Partenio nel 1128 e si stabilì nella pianura di Goleto, nel territorio di Sant’Angelo dei Lombardi, tra Campania e Basilicata, dove iniziò una nuova esperienza monastica: alloggiò all’interno di un doppio monastero con una sezione anche femminile. negli anni a venire fondò molti altri monasteri della stessa regola, ma rimase stabilmente a Goleto.

Morì a Goleto il 25 giugno 1142. Il suo corpo rimase sepolto sino al 2 settembre 1807 a Goleto, quando per ordine del re di Napoli Gioacchino Murat venne trasferito a Montevergine. Si ipotizza che alcune sue reliquie siano conservate anche in altre cattedrali, come quella di Benevento.

Alessio Yandusheff Rumiantseff

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Alessio Yandusheff-Rumiantseff

Sacerdote cattolico, nato a San Pietroburgo nel 1973, attualmente vive a Roma dove svolge il suo servizio pastorale ed accademico. Dottore in Teologia e professore. Ha compiuto gli studi in genetica a San Pietroburgo, in filosofia in Liechtenstein e in teologia alla Pontificia Università Lateranense e alla Pontificia Università Gregoriana di Roma. È cappellano della Facoltà di Economia dell'Università La Sapienza. Collabora con le riviste teologico-filosofico-storiche "Traditio viva" e "Folia petropolitana" in qualità di redattore e traduttore.

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