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27 giugno: San Cirillo d’Alessandria, dottore della Chiesa

Cirillo nasce a Teodosia d’Egitto nel 370 e nel corso dei secoli verrà riconosciuto come il più importante padre della Chiesa alessandrina dopo Atanasio di Alessandria. Oggi è venerato dalla Chiesa ortodossa, dalla Chiesa copta e dalla Chiesa cattolica. La prima documentazione su Cirillo l’abbiamo nel 403, quando accompagna lo zio Teofilo, vescovo di Alessandria, al concilio di Encina, presso Calcedonia. Alla morte dello zio, 15 ottobre 412, viene eletto vescovo di Alessandria, malgrado l’opposizione di molti che lo giudicano violento e autoritario come lo zio, persino nei confronti di Oreste, governatore imperiale di Alessandria.

Il più diretto avversario sarà Nestorio con le sue tesi cristologiche. Cirillo cerca attraverso corrispondenze e lettere pastorali di convicerlo – ma invano – a ritrattare le tesi. La disputa spinge papa Celestino I a convocare un concilio a Roma, in cui Nestorio viene condannato e minacciato di deposizione se non ritratta entro dieci giorni le proprie teorie. Cirillo è incaricato di trasmettere a Nestorio la lettera di diffida del papa, alla quale aggiunge la formula di fede approvata nel 430 in un sinodo ad Alessandria e una lista di dodici anatemi. Di fronte al mancato accordo, l’imperatore Teodosio II (408-450) convoca nel 431 un concilio a Efeso che dopo varie e opposte decisioni, condanna Nestorio.

Come teologo, Cirillo è coinvolto ripetutamente nelle dispute cristologiche che infiammano la sua epoca. Oltre ad opporsi a Nestorio durante il concilio di Efeso del 431 (del quale è la figura centrale), perseguita i novaziani, gli ebrei ed i pagani, sino a quasi annientarne la presenza nella città. Alcuni storici lo indicano come il mandante dell’omicidio della scienziata e filosofa neoplatonica Ipazia. Cirillo giunge a svolgere anche un ruolo dalla forte connotazione politica e sociale nell’Egitto greco-romano di quel tempo. Le sue azioni sembrano essersi ispirate al criterio della difesa dell’ortodossia cristiana a ogni costo: espelle gli ebrei dalla città; chiude le chiese dei novaziani, confiscandone il vasellame sacro e spoglia il loro vescovo Teopempto di tutti i suoi possedimenti; entra in grave conflitto con il prefetto imperiale Oreste.

Il IV Concilio Ecumenico, celebrato nel 451 a Calcedonia, con papa Leone I che fornisce le coordinate teologiche nel dibattito tra monofisismo e difisismo, riconoscerà a Cirillo il merito della sua teologia e della sua pastorale. La liturgia siriaca e maronita lo ricorda come “una torre di verità e interprete del Verbo di Dio fatto carne”. Papa Leone XIII nel 1882 lo proclamerà Dottore della Chiesa.

Muore ad Alessandria d’Egitto il 27 giugno del 444.

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