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29 luglio: Santa Marta di Betania, sorella di Maria e Lazzaro

Spesso raffigurata con un mostro, la Tarasca, a suoi piedi, che sconfisse con la sola preghiera. È protettrice di casalinghe, domestiche e albergatori.

Marta viene citata nei Vangeli secondo Luca e Giovanni come sorella di Maria e Lazzaro, abitanti del villaggio di Betania, vicino a Gerusalemme. Il nome “Marta”, “Martha” o “Mara” significa “signora” in aramaico antico. Marta è venerata come santa e la sua figura è presa a simbolo della vita attiva, non a caso le sono intitolate numerose congregazioni femminili come ad esempio le suore di Santa Marta di Antigonish, di Périgueux, di Thrissur, di Ventimiglia, Ospedaliere e molte altre.

Secondo la tradizione, dopo la resurrezione di Gesù e le prime persecuzioni in patria, Marta emigrò con la sorella Maria di Betania, identificata con Maria Maddalena, il fratello Lazzaro, Maria Salomé, Maria Jacobé e altri discepoli. Il gruppo approdò nel 48 d.C. a Saintes-Maries-de-la-Mer, in Provenza, dove diffusero il credo cristiano.

Marta di Betania
Santa Marta di Betania

Una leggenda popolare narra come le paludi della zona, la Camargue, fossero abitate dalla Tarasca, un terribile mostro a sei zampe tozze e robuste, e il corpo coperto da una solida corazza simile a quella di una tartaruga, con sopra una cresta e vari aculei ossei. Santa Marta grazie preghiera, riuscì ad ammansirlo: ad ogni Ave Maria recitata la creatura si rimpiccioliva, al punto tale da renderlo innocuo e ad essere in grado di condurlo nella città di Tarascona, in Provenza.

Mentre secondo la Legenda Aurea di Jacopo da Varazze, la donna emorroissa guarita da Gesù sarebbe Marta di Betania, mentre l’apocrifo “Vangelo di Nicodemo” identifica l’emorroissa con Veronica, moglie di Zaccheo. Questa identificazione tra Marta e Veronica potrebbe essere provata anche dal fatto che entrambe evangelizzarono l’attuale Provenza. Tuttavia, secondo la tradizione popolare Veronica sarebbe stata la moglie di Zaccheo, mentre a detta dell’autore della Leggenda Aurea, Marta sarebbe morta vergine. In ogni caso, è importante ricordare che la “verginità” o la presunta “verginità” era una caratteristica molto apprezzata in ambiente cristiano e forse è da intendere come segno di purezza spirituale, anziché come una prova della reale castità di Veronica.

È protettrice di casalinghe, domestiche e albergatori.

Alessio Yandusheff Rumiantseff

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Alessio Yandusheff-Rumiantseff

Sacerdote cattolico, nato a San Pietroburgo nel 1973, attualmente vive a Roma dove svolge il suo servizio pastorale ed accademico. Dottore in Teologia e professore. Ha compiuto gli studi in genetica a San Pietroburgo, in filosofia in Liechtenstein e in teologia alla Pontificia Università Lateranense e alla Pontificia Università Gregoriana di Roma. È cappellano della Facoltà di Economia dell'Università La Sapienza. Collabora con le riviste teologico-filosofico-storiche "Traditio viva" e "Folia petropolitana" in qualità di redattore e traduttore.

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