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3 giugno: San Carlo Lwanga e i suoi 21 compagni, martiri

Tra il 1885 e il 1887, in Uganda i cristiani subirono una violenta persecuzione. Le vittime furono complessivamente un centinaio, tra cui San Carlo Lwanga, servitore di re Muanga II, sovrano dell’antico regno indipendente del Buganda. Il domestico fu arso vivo insieme a dodici compagni il 3 giugno 1886, probabilmente perché si era rifiutato di accondiscendere ai desideri omosessuali del re.

Carlo Lwanga, capo dei paggi reali, era stato battezzato durante l’evangelizzazione attuata dai Padri Bianchi, fondati dal cardinale Lavigerie. Inizialmente la loro opera, avviata nel 1879, era stata ben accolta dal re Mutesa così come dal successore Muanga, che però si era fatto influenzare dal cancelliere del regno e dal capotribù. Alla fine aveva deciso per la soppressione fisica dei cristiani, alcuni dei quali uccisi con le proprie mani.

San Carlo Lwanga

Trentatre anni dopo il sacrificio di Carlo Lwanga e dei suoi 21 compagni, Papa Benedetto XV li ha dichiarati beati. Una decisione che ha fatto un certo scalpore nel giugno del 1920, forse perché allora, sicuramente più di oggi, la gloria degli altari era legata a determinati canoni di razza, lingua e cultura. In effetti, si trattava dei primi sub-sahariani (dell’Africa nera, tanto per intenderci) ad essere riconosciuti martiri e, in quanto tali, venerati dalla Chiesa cattolica.

Dopo la beatificazione di papa Benedetto XV, Paolo VI l’8 ottobre 1964 ha provveduto a canonizzarli. A loro è stato inoltre dedicato nel 1969 un grande santuario a Namugongo, in Uganda, consacrato dallo stesso papa Montini. A poca distanza sorge un altro santuario protestante che ricorda i cristiani dell’altra confessione, martirizzati insieme a Carlo Lwanga. Da ricordare, che insieme ai cristiani furono martirizzati anche alcuni musulmani.

Alessio Yandusheff Rumiantseff

Alessio Yandusheff-Rumiantseff

Sacerdote cattolico, nato a San Pietroburgo nel 1973, attualmente vive a Roma dove svolge il suo servizio pastorale ed accademico. Dottore in Teologia e professore. Ha compiuto gli studi in genetica a San Pietroburgo, in filosofia in Liechtenstein e in teologia alla Pontificia Università Lateranense e alla Pontificia Università Gregoriana di Roma. È cappellano della Facoltà di Economia dell'Università La Sapienza. Collabora con le riviste teologico-filosofico-storiche "Traditio viva" e "Folia petropolitana" in qualità di redattore e traduttore.

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