IL SANTO DEL GIORNOԑ PRIMO PIANO

3 luglio: San Tommaso apostolo, patrono degli architetti

Il santo è ricordato soprattutto per la sua iniziale diffidenza nel credere alla resurrezione di Gesù.Le sue ossa sono conservate in una teca in oro massiccio nella basilica di San Tommaso Apostolo a Ortona

Di San Tommaso sono ignoti luogo di nascita e mestiere. Il Vangelo di Giovanni, al capitolo 11, testimonia sin dai primi passi il carattere non proprio entusiasta dell’apostolo. Gesù aveva lasciato da qualche tempo la Giudea, diventata ormai pericolosa, ma all’improvviso decise di ritornarci, andando a Betania, luogo nel quale era morto il suo amico Lazzaro.

I discepoli pensarono che si trattasse di una mossa molto rischiosa, ma Gesù aveva ormai deciso. E proprio in questa occasione si fece sentire la voce di Tommaso, obbediente e pessimistica: “Andiamo anche noi a morire con lui”. Era sicuro che la cosa finisse male; tuttavia non abbandonò Gesù e preferì condividere la sua disgrazia.

Sarebbe improprio ricordare Tommaso solo il famoso episodio legato all’incredulità dopo la risurrezione di Gesù. Era tutt’altro che un tiepido seguace. Raccontò le sue difficoltà, si mostrò per quello che era; in fondo un po’ somiglia a tutti noi e ci aiuta a riflettere su noi stessi. Un’altro importante episodio che lo vide protagonista avvenne durante l’ultima Cena, quando Gesù stava per recarsi al Getsemani e assicura i discepoli che sanno cosa sta per fare: “E del luogo dove io vado voi conoscete la via”. Tommaso, candido e confuso, immediatamente obbiettò: “Signore, non sappiamo dove vai, e come possiamo conoscere la via?”.

Studente un po’ duro di testa, ma sempre schietto, quando non capiva una cosa lo diceva apertamente. E Gesù riassumeva per lui tutto l’insegnamento: “Io sono la via, la verità e la vita”.

L’episodio maggiormente noto del Nuovo Testamento che coinvolge Tommaso è quello contenuto in Giovanni 20,24-29 e noto come “l’incredulità di Tommaso“. Gesù è risorto; è apparso ai discepoli, tra i quali non era presente Tommaso. E lui, sentendo parlare di risurrezione “solo da loro”, esige di toccare con mano. Fu a loro che parlò, non a Gesù. E Gesù giunse otto giorni dopo lo invitò a “controllare” con mano : “Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!“. Tommaso, pignolo, non esitò a controllare e subito dopo replicò: “Mio Signore e mio Dio!” Gesù in risposta gli rivelò quella promessa che varrà per tutti i credenti nei tempi a venire: “Perché mi hai veduto, hai creduto: beati coloro che non videro e tuttavia credettero!

San Tommaso

Secondo un’antica tradizione, Tommaso si recò a evangelizzare la Siria, poi la città di Edessa. Convertì Taddeo di Edessa, in seguito fondò la comunità cristiana di Babilonia. Visse nella città mesopotamica per sette anni. Successivamente si recò in Cina per diffondere il Vangelo. Al ritorno in India cominciò a evangelizzare le popolazioni della costa orientale del subcontinente. Secondo la tradizione, Tommaso morì a Mailapur (trascritta comunemente come Mylapore), sulla costa del Coromandel, nell’India sudorientale. Le sue ossa sono conservate in una teca in oro massiccio nella basilica di San Tommaso Apostolo a Ortona.

Alessio Yandusheff Rumiantseff

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Alessio Yandusheff-Rumiantseff

Sacerdote cattolico, nato a San Pietroburgo nel 1973, attualmente vive a Roma dove svolge il suo servizio pastorale ed accademico. Dottore in Teologia e professore. Ha compiuto gli studi in genetica a San Pietroburgo, in filosofia in Liechtenstein e in teologia alla Pontificia Università Lateranense e alla Pontificia Università Gregoriana di Roma. È cappellano della Facoltà di Economia dell'Università La Sapienza. Collabora con le riviste teologico-filosofico-storiche "Traditio viva" e "Folia petropolitana" in qualità di redattore e traduttore.

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