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30 luglio: San Pietro Crisologo, dottore della Chiesa

Pietro nasce ad Imola sul finire del IV secolo. Viene battezzato ed educato da Cornelio, vescovo di Imola, che poi lo avvia a studi letterari e giuridici a Ravenna e a Bologna. Ordinato diacono sempre da Cornelio, lo affianca durante il suo episcopato. Nel 433 viene consacrato vescovo di Ravenna direttamente da papa Sisto III. Come ci ricorda Domenico Agasso, quello è il momento più importante della sua vita, anche per tutto ciò che circonda l’evento: “Innanzitutto c’è il papa in persona a consacrarlo: Sisto III, cioè l’uomo della pace religiosa dopo dissidi, scontri e iniziative scismatiche, ispirate alle dottrine di Nestorio. Segno perenne di questa pace, il rifacimento della Basilica liberiana sull’Esquilino, dedicata alla Madre di Dio (Santa Maria Maggiore)”.

E, ancora: “Quando Pietro tiene il suo primo discorso da vescovo, ad ascoltarlo col papa c’è anche Galla Placidia, figlia dell’imperatore Teodosio, sorella dell’imperatore Onorio e ora madre e tutrice dell’imperatore Valentiniano III. Una donna che è stata padrona della reggia, poi ostaggio dei Goti invasori e moglie per forza di un goto, assassinato poco dopo in una congiura. L’assassino ha poi scacciato lei, costringendola a camminare a piedi per dodici miglia in catene, prima di essere rimandata ai suoi. E poi c’è Ravenna, intorno al vescovo. Ravenna, che ora è la capitale dell’impero, cerniera tra Oriente e Occidente…”.

La pietà e il zelo fanno guadagnare a Pietro ben presto l’ammirazione dei fedeli e, grazie alla sua arte oratoria e alla sua eloquenza pastorale (viene infatti soprannominato Crisologo, che in greco significa “dalle parole d’oro”. Gode della fiducia di papa Leone I e della protezione, come detto, dell’imperatrice Galla Placidia. Durante il suo vescovado viene edificata la prima chiesa cristiana a Ravenna. Come ci ricorda Suder, “la sua attività di predicatore ci ha lasciato soprattutto una documentazione inestimabile sulla liturgia di Ravenna e sulla cultura di questa città”. Ravenna a quei tempi è un formicolante crocevia di problemi e di incontri. A trovare Pietro viene addirittura uno dei vescovi più illustri del tempo, Germano di Auxerre, che morirà nel 448 a Ravenna, assistito dallo stesso. Dall’Oriente lo consulta l’influente e discusso archimandrita Eutiche, in conflitto dottrinale col patriarca di Costantinopoli e con gran parte del clero circa le due nature in Gesù Cristo. Il vescovo di Ravenna gli risponde rimandandolo alla decisione del papa: una rigorosa indicazione, espressa sempre con linguaggio amico, con voce cordiale.

Pietro muore a Imola il 2 dicembre 450. È sepolto nel Duomo della stessa città emiliana. Il suo sarcofago si trova nella navata di sinistra della cripta.

Alessio Yandusheff-Rumiantseff

Sacerdote cattolico, nato a San Pietroburgo nel 1973, attualmente vive a Roma dove svolge il suo servizio pastorale ed accademico. Ha compiuto gli studi in genetica a San Pietroburgo, in filosofia in Liechtenstein e in teologia alla Pontificia Università Lateranense e alla Pontificia Università Gregoriana di Roma. E' cappellano della Facoltà di Economia dell'Università La Sapienza. Collabora con le riviste teologico-filosofico-storiche "Traditio viva" e "Folia petropolitana" in qualità di redattore e traduttore.

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